La provincia di Crotone continua a rappresentare uno dei territori più sensibili e strategici per la ’ndrangheta calabrese, un’area dove le cosche storiche hanno costruito nel tempo un sistema di potere capace di condizionare economia, società e istituzioni. Non si tratta soltanto di controllo criminale tradizionale, ma di una presenza strutturata che si muove tra affari, politica e relazioni esterne, spesso oltre i confini regionali e nazionali.

Tra le organizzazioni più influenti spicca il Locale di Cirò, guidato dalle famiglie Farao e Marincola, da anni al centro delle principali indagini antimafia. Il clan ha consolidato la propria forza attraverso il narcotraffico, le estorsioni e l’infiltrazione negli appalti pubblici, estendendo i propri interessi in diverse regioni del Centro-Nord e all’estero. L’operazione “Stige” ha rappresentato uno spartiacque, facendo emergere un sistema di relazioni con esponenti della politica locale e dell’imprenditoria.

Un ruolo di primo piano è ricoperto anche dalla cosca Grande Aracri, originaria di Cutro, considerata tra le più potenti dell’intera ’ndrangheta. La sua capacità di espansione al Nord, soprattutto in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, ha mostrato come il modello criminale calabrese sia in grado di adattarsi a contesti economici avanzati, penetrando nel settore degli appalti e dei servizi.

Nel capoluogo Crotone opera storicamente il gruppo Vrenna-Ciampà-Bonaventura, protagonista di numerose inchieste che hanno documentato un controllo capillare del territorio urbano, tra estorsioni, usura e traffico di droga. A questi si affiancano le cosche Trapasso e Mannolo, attive nell’area di Cutro e San Leonardo, e i gruppi Megna e Russelli, protagonisti di una lunga faida che ha segnato il territorio con violenze e regolamenti di conti.

Le recenti operazioni giudiziarie hanno colpito duramente queste organizzazioni, ma il quadro che emerge resta quello di una criminalità radicata, capace di rigenerarsi e di sfruttare le fragilità economiche e sociali del territorio. Una sfida complessa che richiede un’azione costante e coordinata per spezzare definitivamente il legame tra cosche, affari e potere.