Piano strutturale in Consiglio, ma Vibo Marina resta bloccata
Lungo un sentiero impervio ha camminato, inciampando tante volte il Piano strutturale comunale di Vibo Valentia. Dal 5 dicembre 2014 sono passati quasi sei anni. Tanto è stato necessario per arrivare alla definitiva approvazione dello strumento urbanistico che approderà in Aula il prossimo 29 giugno. Al cospetto dell'assemblea arriverà uno strumento urbanistico, adeguato al Pgra (Piano di gestione rischi e alluvioni), che però molti considerano già vecchio. E' figlio di nessuno questo Piano strutturale: il Pd e il centrosinistra non lo riconoscono e lo criticano da quando è stato partorito, il centrodestra non ne è entusiasta e sostiene di esserselo trovato in itinere e di vedersi costretto ad approvarlo.
Su tutti gli altri, resta il nodo Vibo Marina dove lo stop all'edilizia rimane, sebbene l'amministrazione sia al lavoro per sbloccare la situazione almeno in alcune aree del territorio che dovrebbero costituire il volano della città. "Lo studio che possa consentire di sbloccare parzialmente ed in sicurezza la situazione - precisa l'assessore all'Urbanistica Pasquale Scalamogna – è stato suddiviso in una serie di step. A breve l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Meridionale dirà se e dove si potrà tornare ad edificare. Siamo a buon punto".
Tra i lavori da effettuare, anche il rifacimento dei sottopassi ferroviari e il ripristino dell'officiosità idraulica dei torrenti. Opere che tardano però ad essere avviate perchè il soggetto attuatore, in questo caso, è la Provincia. “Di certo – ha tenuto a chiarire l'assessore – da qui a qualche tempo la situazione migliorerà”. Certo, l'iter è ancora lungo e destinato a durare qualche anno prima di restituire alla normalità Vibo Marina e tutta l'area della Marinate che paga a distanza di quasi tre lustri il prezzo di quella disastrosa calamità.
La domanda a questo punto, al di là dei tecnicismi, è una sola: in un quadro di depressione economica, legato a molteplici fattori, il Piano strutturale costituirà un'opportunità di ripresa per la città? Saprà essere volano di crescita? Ebbene, a questo quesito nessuno ritiene di poter dare una risposta positiva.
Dal canto suo l'attuale amministrazione, nella fattispecie l'assessore all'Urbanistica Pasquale Scalamogna che lo ha preso in mano da oltre un anno, non avrebbe potuto fare altro che concluderne il percorso tecnico-amministrativo, al termine di un lungo calvario con alcune tappe decisive. Una su tutte: quella relativa all'approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni che fece tremare non poco il passato esecutivo e addirittura costrinse l'allora primo cittadino Elio Costa a “commissariare” con la sua autorevolezza uffici e politica per evitare scontri in maggioranza. Poi, a cavallo tra il 2017 e il 2018, il Psc è stato adeguato al cambio del Ret (Regolamento edilizio tipo). I progettisti, infatti, hanno dovuto rivedere il Piano strutturale sulla base del nuovo Regolamento. Successivamente sono arrivati i pareri favorevoli anche in materia di Vas (Valutazione ambientale strategica). Infine, il 3 febbraio 2020, è stato sottoscritto l’atto aggiuntivo del contratto originario, per l’aggiornamento del Reu, consegnato aggiornato il 3 marzo con gli adeguamenti al Regolamento edilizio tipo. Insomma, una vera e propria odissea!
