LA RIFLESSIONE | Troppi fucili e pistole fumanti nella terra di nessuno
A Mileto pochi giorni addietro un ragazzo ha sparato ed ucciso un proprio coetaneo. A Vibo, nel pomeriggio di domenica, il figlio ha rivolto l'arma contro il padre
di VINCENZO VARONE
Eccole le viscere malate di questa nostra provincia che per troppo tempo ha preferito sistematicamente ignorare il marcio dei suoi comportamenti, delle sue lentezze, dei suoi sinistri comparaggi e del suo allegro e incosciente ricorrere agli “amici degli amici”. Eccoli i risultati. Un quindicenne che spara e uccide come se nulla fosse un suo coetaneo nella cattolicissima e inquieta Mileto in un scenario del crimine ancora tutto da scrivere e con tante sospette complicità ancora tutte da scoprire; un sedicenne che rivolge la pistola contro il padre nella Vibo, un tempo “Giardino sul mare”, dai mille inciuci e dai mille misteri. Troppi i fucili e le pistole fumanti in giro in mano a grandi e piccoli. Troppe le arroganze degli adulti che hanno contagiato il mondo giovanile. Troppi i semi del male piantati. Una mafiosità palpabile di cui da queste parti in tanti continuano voracemente a nutrirsi come se nulla fosse e qualche volta addirittura a farsene vanto nel silenzio complice di chi li ascolta.
Responsabilità. Le colpe di questo andazzo terribile che fa perdere il fiato è di tutti noi. Nessuno escluso. Delle istituzioni al gran completo fin troppo distratte dalla pompa magna. Di chi amministra la cosa pubblica. Della politica chiacchierona, interessata e senza progetti seri; delle realtà educative spesso troppo distanti dai problemi dei giovani; della chiesa che non ha saputo cogliere nella sua vera essenza il male di questo nostro tempo oscuro; del mondo della cultura fin troppo allenato alle apparizioni e fin troppo poco presente sulle problematiche vere; delle stesse famiglie al cui interno spesso non si è saputo dare ai propri figli il buon esempio che conta decisamente più di ogni altra cosa.
La speranza. Ma volendo facciamo ancora in tempo a risalire la china. Denunciando. Mettendo da parte le maschere omertose, liberandoci dai nostri antichi silenzi ma anche facendoci portatori in prima persone con le parole ben dette, l’esempio e l’azione, della bellezza dei valori, del sorriso, della semplicità, delle sane letture e della pace nel cuore.
