Si fa sempre più duro lo scontro tra la società e la professionista chiamata a decidere sulla procedura esecutiva per l'acquisto del noto albergo vibonese

Muro contro muro tra la società Italian trade e il giudice Valentina Di Leo. Ieri è stato depositato un esposto alla Procura di Salerno contro il giudice di esecuzione del Tribunale accusata di abuso in atti d'ufficio che sarebbero stati compiuti durante la gestione della gara nei confronti della società stessa che si era aggiudicata l'asta dell'hotel 501 al fine di procurare un ingiusto danno.

Lo stop alla proroga. Insomma, uno scontro all'arma bianca dopo il disco rosso alla concessione della proroga. Italiantrade ha deciso di presentare l'esposto senza attendere il verdetto del giudice che avrebbe dovuto sciogliere la riserva rispetto all'udienza celebrata lo scorso cinque luglio e stabilire sia sulla revoca del provvedimento di decadenza dall'aggiudicazione emesso contro la società che sulla richiesta di revocare la gara per la vendita, fissata per il 12 luglio e quella quella per la gestione emessa per il 20 luglio, per lesione sui diritti del marchio.

Informato il Csm. L'esposto è stato inviato pure al Consiglio superiore della Magistratura e alla Procura generale presso la Corte di Cassazione. E' stato anche richiesto al giudice di astenersi da decisioni che potrebbero interessare la società, mentre al presidente del Tribunale è stato richiesto di provvedere a sostituirla. A giudizio della Italiantrade, "il giudice avrebbe commesso illegittimità, ritardando decisioni e commesso irregolarità" mediante "esasperati formalismi" con lo scopo "di precludere l'accesso ad una decisione nel merito". Addirittura si parla di "ostilità - scrive questa mattina la Gazzetta del Sud - rispetto all'udienza dello scorso 5 luglio sulla revoca della decadenza dell'aggiudicazione a fronte dell'impegno di un Fondo maltese per 3,2 milioni di euro da erogare alla società per poi procedere al versamento del saldo prezzo finalizzato soltanto a procurare un danno alla società