Capistrano, incastonata tra le colline e i paesaggi suggestivi del cuore della Calabria, si prepara a vivere un evento culturale senza precedenti: il primo festival di fotografia della sua storia. Un progetto nato dal basso, animato dalla passione e dal desiderio di raccontare il territorio attraverso l’obiettivo della macchina fotografica.

Le origini dell’iniziativa

L’idea prende forma grazie all’entusiasmo di Maria Mesiano, appassionata di fotografia e profondamente legata alla sua terra. Con il sostegno della Pro Loco di Capistrano, sempre attenta a promuovere iniziative culturali che rafforzino il senso di comunità e valorizzino le tradizioni locali, il Capistranofotofestival si presenta come una piattaforma di incontro, confronto e ispirazione per fotografi, curiosi, cittadini e visitatori.

L’obiettivo? Stimolare uno sguardo nuovo su Capistrano, capace di cogliere i dettagli nascosti, le storie silenziose, i volti quotidiani che rendono unico questo angolo di Calabria.

Un programma ricco di appuntamenti

Il festival si apre il 3 agosto 2025, alle ore 21, con la presentazione del libro fotografico di Mario Greco “Calabria, storie di uomini e di terra”, nella suggestiva cornice di “Ciciuja” (Traversa di Via Roma).
Mario Greco, stimato fotoreporter e interprete dell’anima rurale calabrese, dialogherà con Donna Concetta Titti Marzano, presidente dell’associazione “L’isola che non c’è – APS”, ideatrice e curatrice di rassegne culturali e trasmissioni radiofoniche. Marzano è stata recentemente insignita del prestigioso Premio Muse (26 luglio 2025).
Interverrà inoltre il giovane sociologo Anthony Ferraro, offrendo un contributo di lettura sociale al racconto per immagini.

A seguire, sarà inaugurata la mostra collettiva dell’associazione “Officina Fotografica” di Briatico, con fotografie firmate da Domenico Garrì, Anthony Ferraro e Giuseppe Morello. Le opere, profonde e autentiche, restituiscono uno sguardo intimo su persone, luoghi e tradizioni calabresi.
Accanto alle immagini, il pubblico potrà ammirare anche le sculture in terracotta dell’artista Alberto Polistena, in un dialogo tra visivo e materico che arricchisce l’esperienza.

Il secondo appuntamento espositivo è previsto per l’11 agosto, con la mostra personale di Vito Pileggi, fotografo che lavora ancora in analogico e sviluppa le sue immagini in proprio laboratorio. I suoi scatti, poetici e sospesi tra sogno e realtà, raccontano le atmosfere del Sud con grazia e intensità.

Entrambe le mostre saranno ospitate nella chiesetta della Madonna delle Grazie in corso Roma, concessa con grande disponibilità dal sacerdote Don Antonio Calafati, a cui va un sentito ringraziamento da parte degli organizzatori.

Il contest fotografico: Capistrano protagonista

Tra le iniziative più attese del festival, il contest fotografico dedicato a Capistrano. Un concorso aperto a professionisti, amatori e cittadini, chiamati a raccontare, attraverso le immagini, l’essenza del borgo: i paesaggi, le architetture, le tradizioni, le persone.

Le fotografie verranno valutate da una giuria di esperti e saranno presentate al pubblico il 17 agosto alle ore 21 tramite un videomontaggio. Durante la serata conclusiva, sarà proclamato il vincitore del concorso, che riceverà un premio realizzato dal Maestro Orafo Michele Affidato, donato dall’organizzatrice del festival.

A rendere ancora più significativa la serata sarà la proiezione del docufilm realizzato dalla RAI Calabria dedicato a Mastro Mariano Lo Moro, storico fotografo di Capistrano, che con la sua arte ha immortalato la memoria visiva del paese.

La fotografia come ponte tra generazioni

Uno degli appuntamenti più emozionanti sarà la serata del 13 agosto, quando tutti i cittadini saranno invitati a “esporre” le proprie fotografie – immagini di famiglia, ricordi storici, scatti personali – dialogando con i visitatori e condividendo emozioni. Ogni partecipante avrà a disposizione un banchetto e vigilerà personalmente sulle proprie foto, in un’atmosfera conviviale e partecipativa.

Un evento che guarda al futuro

Il Capistranofotofestival non è solo una rassegna culturale, ma un vero e proprio progetto di crescita sociale e culturale. È un invito a fermarsi, osservare e ascoltare. A costruire una memoria visiva collettiva. A riscoprire il valore dello sguardo e della narrazione per immagini. “In un mondo in cui le fotografie si consumano in un attimo, noi scegliamo di rallentare – dicono gli organizzatori –. Di dare spazio all’incontro, al racconto, alla bellezza del quotidiano.”

Con il supporto delle associazioni locali, degli artisti e della comunità, Capistrano si prepara così a inaugurare un nuovo capitolo culturale, aperto al futuro ma profondamente radicato nelle sue origini.

Il Capistranofotofestival è un invito a guardare. A sentire. A ricordare. E a raccontare, con la luce e con il cuore.