Riconosciuto il risarcimento del danno alle parti civili Rocco Grillo ed alla moglie Domenica Grillo

di PAOLO DEL GIUDICE

Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal dott. Adriano Cantilena, a latere i giudici Graziamaria Monaco e Violetta Romano, ha condannato Domenico Grillo, classe 1941 di Mileto, difeso dall'avvocato Aldo Currà, alla pena di sette anni e sei mesi di reclusione per il tentato omicidio ed il porto abusivo di oggetto atto ad offendere nei confronti del proprio fratello Rocco Grillo e di sua moglie, Domenica Grillo.

I fatti. Nel febbraio scorso Rocco Grillo e la moglie Domenica si recavano a Mileto per far visita ai propri familiari. Anche a causa di pregressi screzi, scoppia una lite che vede Domenico Grillo brandire un'accetta e colpire alla testa prima Domenica Grillo, provocandole una profonda ferita e contusioni al capo, e poi il proprio fratello Rocco, causandogli ferite alla mano, “compiendo atti idonei a cagionarne la morte, evento non verificatosi per l'intervento di terzi che lo disarmavano”, secondo l'accusa formulata dal Pubblico Ministero.

Parti civili. Nel procedimento si sono costituite parti civili Rocco Grillo e la propria moglie Domenica Grillo, difesi di fiducia dagli avvocati Franco Muzzopappa ed Elisa Solano, che hanno ottenuto per i propri assistiti la condanna dell'imputato per il reato di tentato omicidio ed il porto abusivo dell'accetta, oltre al riconoscimento del diritto al risarcimento dei danni ed alla refusione delle spese processuali.