Dramma della solitudine, Stefanaconi saluta quel professore anticonformista
Ieri i funerali dell'ex docente trovato cadavere nella mattinata di domenica all'interno della sua abitazione dai Vigili del Fuoco
Dal ritrovamento del cadavere all'estremo saluto che la sua comunità ha voluto tributargli, il passo è stato breve. Se n'è andato in silenzio il professor Giuseppe Matina, sessantanove anni, docente in pensione vittima della solitudine nella quale si era rifugiato ormai da tempo. E ieri pomeriggio nella chiesa Matrice di Stefanaconi -scrive stamane la Gazzetta del Sud - si sono celebrati i funerali di un uomo certamente scomodo, uno di quegli anticonformisti non semplici da convincere, poco incline ad uniformarsi ai pensieri altrui, ma indubbiamente dotato di un carisma e di uno spessore umano inconfondibile.
La morte dell'ex insegnante, avvenuta alcuni giorni addietro, riflette per molti aspetti i suoi ultimi mesi di vita. E il rinvenimento del cadavere sembra la conclusione inevitabile di un calvario acuitosi negli ultimi mesi di solitudine e distacco.
A lanciare l'allarme, nella tarda mattinata di domenica, intorno alle 11, sono stati i vicini di casa. Non sentendo più alcun rumore provenire dall'abitazione dell'uomo, qualcuno ha pensato giustamente al peggio ed ha avvisato le forze dell'ordine. "Altre volte - ha confessato - quando lo chiamavamo rispondeva, ma quel giorno niente".
Ai militari dell'Arma di Sant'Onofrio non è rimasto che rivolgersi al Comando provinciale dei Vigili del fuoco. Quando questi ultimi sono riusciti a sfondare la porta, hanno solo potuto constatare il decesso dell'anziano, riverso sul pavimento, a pochi passi dal letto.
Dinanzi all'abitazione, nel giro di pochi minuti, si formava il consueto capannello di curiosi. Eppure, quell'uomo, visto per l'ultima volta nei giorni pasquali, era morto nell'indifferenza dei più, trascorrendo in condizioni di estremo degrado gli ultimi mesi della propria tormentata esistenza.
Giuseppe Matina non era, però, uno qualunque. Amava la lettura, sapeva dare una sua interpretazione (mai banale) dei fatti storico-politici a cui assisteva, leggeva i quotidiani con attenzione. Tra i suoi ultimi desideri, quello di lasciare a Franza, il portale di Stefanaconi, i propri libri. Una confessione che avrebbe fatto a Giovambattista Bartolotta pochi mesi prima di "incamminarsi nel tunnel dell'isolamento sociale" che lo avrebbe condotto inesorabilmente verso la morte.
