A seguito di un esposto presentato da LEAL e da altre associazioni animaliste, la Procura di Catanzaro ha disposto il rinvio a giudizio di numerosi medici coinvolti in un’indagine che ha fatto emergere un sistema illecito radicato all’interno dell’Università Magna Graecia e dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Le contestazioni riguardano reati gravi quali corruzione, falsificazione di atti, truffa aggravata e maltrattamenti inflitti agli animali utilizzati nei laboratori di ricerca.

«Questa vicenda dimostra quanto sia indispensabile un controllo serio, trasparente e costante sulle condizioni degli animali impiegati nella sperimentazione. Non è accettabile che la loro tutela venga sacrificata in nome di logiche di potere o interessi economici – afferma Gian Marco Prampolini, presidente di LEAL –. La nostra associazione continuerà a vigilare, a denunciare e a chiedere l’abolizione definitiva di pratiche crudeli e inaccettabili.»

L’indagine ha inoltre fatto emergere un sistema di favoritismi tra figure dirigenziali in ambito accademico e sanitario, insieme a irregolarità nelle ispezioni e a violazioni ripetute delle disposizioni contenute nel Decreto Legislativo n. 26/2014, norma che dovrebbe garantire standard minimi di benessere agli animali usati per fini scientifici.

«LEAL – conclude la nota – proseguirà a segnalare con tempestività ogni irregolarità alle autorità competenti e sollecita le istituzioni a rafforzare i controlli, promuovendo l’adozione concreta di metodi alternativi alla vivisezione.»