Cresce la popolarità del gruppo musicale vibonese Lira Battente, nato da un'idea di Franco Pontoriero. Sono due gli strumenti utilizzati, entrambi tipicamente calabresi: la Lira e la Chitarra battente. Il motto del gruppo non è mai cambiato nel corso del tempo: divulgare il patrimonio culturale e musicale della nostra tradizione attraverso filastrocche, proverbi e serenate. Il tutto in un modo sempre più innovativo e originale, con un sound ritmato e coinvolgente da offrire a quanti amino ballare.

Peraltro, i Lira Battente sanno andare anche oltre le tradizionali tarantelle, pizziche e tamburriate: quest'anno il gruppo sarà inserito di nuovo nella compilation Pizzica la Taranta allegata al settimanale Chi ed a Sorrisi e Canzoni, pubblicato e venduto in tutto il paese. Peraltro, il brano Serenata alla Calabria sarà inserito come colonna sonora del film prodotto da Rai Uno, dal titolo “Tutto il mondo è paese”, per la regiona di Giulio Manfredonia, interpretato da Beppe Fiorello. A livello locale, il gruppo LiraBattente ha anche partecipato a 3 edizioni del Festival Internazionale della Lyra del Mediterraneo, organizzato a Spilinga, la patria della nduja, in provincia di Vibo, nell’anno 2010, 2011, 2012, e che mette a confronto gruppi musicali europei ancora alle prese con lo strumento della lira. Non sono mancate negli anni le esibizioni televisive in diverse reti del panorama calabrese. E non è tutto. Pontoriero e soci hanno saputo esibirsi spesso anche oltre i confini regionali. Di recente, i “Lira Battente” hanno partecipato alla manifestazione sul brigantaggio a S. Severino Lucano (PZ) dal titolo “La terra dei Briganti”. Il gruppo, infatti, ha dedicato molto spazio al tema del brigantaggio, con diversi brani tra i quali “Liberi e senza patruni” che descrive i vari tipi di briganti.


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Nel rispetto della tradizione agreste, dei cui valori è stato portatore sin dalla sua nascita, i musicisti vibonesi sono stati invitato due anni addietro al XVIII festival di musica popolare di tradizione contadina “Il suono dei giorni” organizzato dal Comune di Gallese in provincia di Viterbo. Negli a colpire la critica è stato soprattutto l'aspetto culturale testi prodotti dai Lira Battente, capaci di immergere l'uomo del post-moderno nel passato della civilità contadina. Toccanti anche i “motivi” che permettono di rivivere la storia del Mezzogiorno. Insomma, raccontare la storia come facevano i cantastorie. Aspetti singolari e peculiari dei quali si sono accorti nel passato neppure più tanto recente, programmi in onda su emittenti nazionali – basti pensare a Mizar su Rai 2 - che ha dedicato al gruppo alcuni minuti per affrontare questioni complesse come brigantaggio ed immigrazione. Alcuni brani ripercorrono, in un rapido flash-back, fatti storici del Sud Italia nella seconda metà dell''800, quando Garibaldi si impose sui Borboni, (Li tempi di Burbuni su finiti), altri la difficile situazione storica dell’Italia post-unitaria, con la nascita del brigantaggio….(Liberi e senza patruni), la sua sanguinosa persecuzione da parte del Governo Piemontese…. (Simu Briganti), ed il doloroso fenomeno dell’emigrazione….(Sognu d’emigranti), fino ad arrivare a raccontare la storia di uno dei più famosi briganti d’Italia… (Il Brigante Musolino) o temi di estrema attualità, quali l’immigrazione clandestina (Preghiera d’immigranti). Non manca neppure qualche riferimento alla lotta di classe sociale tra ricchi e poveri (Re, Baruni e Poviredi). Brani dal valore storico, la cui notorietà ha addirittura varcato i confini nazionali.Una ragazza tedesca ha infatto scelto i temi della Lira Battente per la propria tesi di laurea.