Via libera al battesimo dei figli di coppie omosessuali, ma separato da quello degli altri bambini e senza messa. Lo ha deciso il vescovo di Sanremo-Ventimiglia, Antonio Suetta, che, già protagonista negli ultimi anni di accesi botta e risposta sulle performance più o meno provocatorie inscenate al Festival di Sanremo - in testa quelle del cantante Achille Lauro, tra le icone di certe frange Lgbt -, ha definito rigidi paletti per il conferimento del sacramento dell'iniziazione cristiana a bambini affidati o adottati da persone dello stesso sesso unite di fatto o civilmente.

Nel dettato normativo del decreto episcopale si precisa che la celebrazione del battesimo deve avvenire "in modo da evitare ogni forma di riconoscimento della coppia di fatto". Una situazione esistenziale, a detta di Suetta, "non conforme alla morale cattolica", almeno considerando il vigente Catechismo che, non a caso, di recente il cardinale tedesco Reinhard Marx, uno dei portabandiera dell'ala riformista in conclave, ha chiesto di aggiornare.
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