Circa 900 visitatori in molti accompagnati dai loro bambini e dagli amici a quattro zampe hanno animato le Giornate FAI di Primavera organizzate dalla Delegazione di Vibo Valentia a Mileto seguendo le “Orme del Conte Ruggero”.
Una due giorni baciata dal sole, molta apprezzata da chi non conoscendo la zona ha approfittato di questo appuntamento per scoprire la Calabria medioevale quella che meno nota rispetto alla Magnogreca, ma ugualmente importante a livello storico.
“Avevamo pensato ad un percorso guidato alla scoperta della Mileto Normanna sulle orme del Conte Ruggero - ha affermato il nuovo capo Delegazione Giovanna Congestrì - e quindi abbiamo voluto rendere un omaggio a questa figura che è una delle più rappresentative della storia del nostro meridione e in particolare della Calabria e di Mileto perché Mileto proprio con il Conte Ruggero può essere considerata la prima vera capitale Normanna perché il primo vero centro di potere politico e anche religioso Grazie all'unificazione delle antiche diocesi di Vibona e di Taureana. Un itinerario suggestivo e interessante che si è snodato tra il Museo Archeologico e il Parco Medievale uno dei più grandi della Calabria forse il più grande e poi, solo per gli iscritti FAI abbiamo pensato ad un ingresso eccezionale all'Archivio Storico Diocesano, veramente un percorso suggestivo bello guidato dai nostri apprendisti ciceroni i ragazzi del liceo Morelli e del liceo Capialbi di Vibo Valentia”.
Estremamente soddisfatto il sindaco di Mileto Salvatore fortunato Giordano: “ Due giornate spettacolari, molto belle che hanno attratto l'attenzione di tante tante persone provenienti da tutta la Calabria, quindi abbiamo avuto l'opportunità di far vedere quello che era nell'animo la nostra Mileto un animo nobile e pieno di tante risorse comprese quelle della musica del Cantiere Musicale, il Conte Ruggero, il Museo Statale, l'Archivio Storico Diocesano, veramente pezzi preziosi di una comunità che si deve assolutamente aprire alle altre comunità e gli altri territori: è un obiettivo che noi ci poniamo, quello di non essere camera a tenuta stagna ma camere aperte al dialogo con tutte le altre comunità del territorio provinciale di Vibo Valentia perché dove c'è cultura c'è qualcosa da offrire al mondo”.