Vecchi e nuovi debiti al Comune di Vibo: botta, risposta e controreplica tra Nardo e Muratore
L’amministrazione di palazzo “Luigi Razza” attende con trepidazione di conoscere l’esito della valutazione della Corte dei Conti sul Piano di Riequilibrio finanziario, ma nel frattempo proprio i conti dell’Ente continuano a far discutere. A riaccendere i riflettori sul debito legato al conguaglio della tariffa di conferimento dei rifiuti per le annualità comprese tra il 2015 ed il 2018, è l’ex presidente del Consiglio comunale dimissionario Giuseppe Muratore, da qualche giorno transitato nella Lega, che torna a far sentire la sua voce da dirigente di partito. Il debito, infatti, carte alla mano "è decisamente più significativo di quello da 1.1 milioni già noto, ed ammonta –puntualizza Muratore – a 5.465.056,01 per il periodo 2015-2017, a cui si aggiungono ulteriori 994mila euro di acconto per il 2018".
Un dato cristallizzato e che lo spinge a porre qualche domanda: “Quantomeno il debito da 1.1 milioni visto che era già noto il 12 luglio 2019 -chiede Muratore - è stato inserito nel Piano di riequilibrio approvato il successivo 5 agosto?” A conferma di quanto asserisce, l’esponente del Carroccio tira fuori un vero e proprio carteggio. “La necessità di intervenire era emersa, infatti, con largo anticipo, in una riunione Anci del gennaio 2019. Ed il successivo 27 febbraio la Regione aveva trasmesso ai Comuni –p recisa l’ex presidente del Consiglio – le tabelle di riparto relative al conguaglio”. Sarebbero passati ancora tre mesi prima che il 28 maggio di quello stesso anno (2019) con una delibera –l a n.220 – la giunta regionale aveva trasmesso “il piano di recupero tariffario per il conferimento dei rifiuti relativo all’annualità 2016-2017”. Al tempo – è bene ricordarlo – ’Ente era sotto la gestione commissariale. Ma l’esecutivo guidato da Maria Limardo si sarebbe insediato pochi giorni più tardi. “Puntualmente –rammenta l’ex presidente dell’assise – il 12 luglio 2019 era stata trasmessa la delibera di giunta regionale per il recupero tariffario e la bozza di convenzione per il ripiano del debito per l’annualità 2016/17, ovvero, 1.1 milioni, con la richiesta al Comune di approvazione entro la fine del 2019”.
Un mese dopo, il 5 agosto, l’assemblea avrebbe approvato il piano di riequilibrio. “Mi chiedo –prosegue Muratore - se quantomeno tale debito sia stato inserito al suo interno”. Debito che costituisce solo una piccola parte “della cifra che complessivamente tocca i 5.4 milioni per le annualità 205-16-17, a cui si aggiunge quasi un milione come acconto per il 2018”.
Cifra divenuta nota nel suo complesso, però, solo dal 20 novembre 2019, “quando venne quantificata dalla Regione”. Regione che, a sua volta, “entro il 31 dicembre di quello stesso anno, invitava il Comune ad iscrivere in bilancio le somme dovute a titolo di tariffa del conferimento di rifiuti”. Un adempimento urgente “sul quale avrebbe dovuto vigilare anche il collegio dei revisori dei conti”. E allora, alla luce di tutto ciò, “alcuni interrogativi, senza alcuna polemica –conclude Muratore – sorgono spontanei. I cittadini vorrebbero capire, infatti, a proposito del maxi-conguaglio, se l’apposita convenzione sia stata stipulata con la Regione, quando tali somme saranno iscritte in bilancio e se il tutto dovrà essere comunicato alla Corte dei Conti che sta vagliando gli atti dell’Ente”.
La replica. Affermazioni pesanti, dinanzi alle quali non si è fatta attendere la replica dell'assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo. "A tal proposito – ha esordito – posso capire che in Calabria in questo momento storico avere un certo spazio nella discussione politica locale è importante, ma non possono essere fornite ai cittadini informazioni inesatte e fuorvianti. In questo modo, si sta creando solo confusione sul reale stato finanziario della città che, per la prima volta, dopo anni è riuscita a fare un’analisi puntuale delle cause che hanno generato la crisi finanziaria, nonchè l'origine e l'evoluzione dei disavanzi nel tempo". E ancora: “Di certo fin da subito –ha proseguito - ho rappresentato la complessità del caso a tutti i cittadini, sia attraverso la stampa che nelle sedi istituzionali e ho manifestato il mio scetticismo nel ritenere risolutivo dei problemi finanziari, un eventuale secondo dissesto, quando il primo, non ancora concluso, non ha portato l'ente in bonus”. Ergo, “oggi, nonostante i diversi chiarimenti già fornitimi sul debito per conguaglio tariffario rifiuti quantificato nella delibera di Giunta Regionale n. 220 del 28 maggio 2019, relativo al periodo 2016-2017, per 1.1.mln, mi viene chiesto di chiarire nuovamente questo aspetto, già descritto nelle delibere e negli atti amministrativi pubblici".
"Considerata la settorialità del tema, “risponderò alle richieste per meglio e correttamente far capire la vicenda agli abitanti. Intanto –ha sottolineato l'assessore - non si può fare grossolana confusione tra debiti fuori bilancio riconosciuti, debiti fuori bilancio in corso di riconoscimento, passività potenziali, residui passivi. I residui passivi sono somme debitorie già in bilancio, il debito fuori bilancio riconosciuto con il riconoscimento è inserito in bilancio e finanziato, le passività potenziali solo elementi passivi ma non certi”.
Nel caso specifico, “l’ex presidente del Consiglio somma impropriamente situazioni passive di natura diversa già in bilancio. I 5, 4 milioni sono somme rateizzate con la Regione (e comprendono tutti i residui passivi e i debiti fuori bilancio riconosciuti relativi al periodo 2016-2018). Il debito di 1.1ml è stato inserito nel 2020 come potenziale e nel 2021 riconosciuto come debito fuori bilancio. Appena abbiamo perso la causa è intervenuta la Giunta ad adeguare il bilancio e riconoscere in consiglio la somma che aggiunta a quanto già presente in bilancio e in piano di riequilibrio ha portato a quella cifra in discussione".. Dunque, nessun allarme. “Assolutamente -ha chiosato la professoressa Nardo - tranne che siamo in una fase delicatissima nella quale ciascuno di noi, prima di parlare, dovrebbe pensare al bene della città".
Ma Muratore, indomito, è tornato all'attacco: "Risposte non esaurienti le sue”, ha sostenuto l’esponente della Lega, rispetto a tre quesiti “precisi”. Muratore aveva chiesto se “l’apposita convenzione, riguardante un debito nei confronti della Regione Calabria di 5.4 mln fosse già stata stipulata; se fosse stata approvata dal Consiglio Comunale e in quale data. E soprattutto se tale debito, fosse stato già comunicato alla Corte dei Conti, prima o dopo l’approvazione e l’invio del piano di riequilibrio”. Muratore parte nuovamente all’attacco: “La mia richiesta -precisa - non si riferisce al debito fuori bilancio 2016-2017 di 1.1 mln ma al debito di 5.4 mln con la Regione Calabria”. L’esponente del Carroccio cita nuovamente la corrispondenza tra la Regione e il Comune e il conseguente piano di rateizzazione per un debito accertato pari a 5.4 milioni e successivi 994mila euro”. In quella circostanza, “l’Ente aveva accettato di rateizzare il debito maturato negli anni 2017-2018, salvo integrazione delle somme dovute”. Da qui la necessità “di avere risposte” perché a scuola “quanto non arrivavamo da soli -provoca Muratore -chiedevamo lumi al professore”.
In particolare, “la convenzione che conferma la rateizzazione con la Regione dei 5,4 mln, è passata in Consiglio come richiede il TUEL e in che data?” Il tutto, “al fine di sapere se il passaggio sia avvenuto prima o dopo la presentazione del piano di riequilibrio e se la Corte dei Conti ne sia a conoscenza e, nel caso lo fosse, se l’ulteriore debito si sommi a quello già presentato!” Temi sui quali “la professoressa Nardo che apprezzo -conclude Muratore -è stata vaga”. D’altronde, “il dubbio è se la metà dei 12 mln stanziati dal governo per dare ristoro al nostro Comune, in quanto in dissesto, si ridurranno presto a 6 mln. Sperando - ha concluso Muratore - che non ci siano ulteriori debiti”.
