Dopo la richiesta di revoca dal ruolo di commissario avanzata dal presidente della Camera di commercio di Crotone, Ferrara tenta di stemperare i toni

E ormai polemica sul processo di accorpamento delle tre Camere di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia in un unico ente camerale. Dopo la dura presa di posizione del presidente della Camera di commercio di Crotone, Alfio Pugliese, che ha annunciato la ferma volontà di richiedere al Mise la revoca della funzione di commissario ad acta all'attuale segretario generale della Camera di commercio di Catanzaro, Maurizio Ferrara, poiché ritenuto "incompatibile", tenta di gettare acqua sul fuoco il diretto interessato che si difende dichiarando di non aver mai assunto "comportamenti parziali".

Nessun interesse. "In primis chiarisco - dice Ferrara - di non aver alcun interesse né personale né a difesa della Camera di Commercio di Catanzaro da dover tutelare; l’Ente catanzarese è in questa procedura di accorpamento alla pari con le altre Camere e non vi è modo, pur volendo, di poter assumere comportamenti “parziali” a favore di uno o altro territorio. Come richiamato da entrambi gli interventi di Vibo e Crotone, il ruolo del Commissario ad Acta è chiaro e definito nel Decreto Ministeriale del 6 agosto 2015 e non si vede come le attività da svolgere possano essere a favore o contro qualcuno. Basta confrontare gli atti adottati – norma statutaria sulla composizione del nuovo Consiglio e avviso di avvio delle procedure di costituzione del Consiglio – con i medesimi atti adottati dagli altri Commissari ad Acta che stanno gestendo le procedure di accorpamento in altri contesti regionali, per verificare che non vi è alcuna differenza".

Legittime speranze. Quanto alle “gravi” affermazioni rilasciate in una intervista post conferenza stampa, non credo di esser stato offensivo o lesivo della dignità dei due Enti quando a specifica domanda di una giornalista sulla Camera di Catanzaro, non presente nel montaggio televisivo, dicevo che speravo che Catanzaro non ci perdesse in questo accorpamento. Credo che la medesima speranza l’abbiano legittimamente i rappresentanti delle Camere di Crotone e Vibo Valentia. Quanto alla ripartizione dei Consiglieri in rappresentanza dei territori, che ritengo una legittima aspettativa, ho avuto solo modo di affermare che non esistono, allo stato, norme e tecnicismi che consentano di definire a priori le giuste rappresentanze ma che la distribuzione delle imprese nei tre ambiti – 50% circa su Catanzaro, 28% su Crotone e 22% su Vibo – sarebbe stata garanzia di una adeguata presenza in Consiglio dei diversi territori.

Ricorsi ingiustificati. Peraltro ho pubblicamente dichiarato che l’accorpamento debba salvaguardare i livelli occupazionali e garantire gli attuali presidi territoriali. Le mie affermazioni, nelle quali non erano contenute intenzioni lesive della dignità dei singoli Enti accorpandi, sono state male interpretate. Mi auguro, e lo dichiaro con assoluta sincerità, che esse non vengano utilizzate quale mezzo e strumento per giustificare un ricorso amministrativo, peraltro dichiaratamente paventato, al fine di potrarre, il più possibile, il processo di accorpamento. (Cz1)