Un’attività agricola strutturata, con coltivazioni estese e impianti dedicati alla produzione, realizzata però su una porzione di demanio marittimo sottoposta a vincoli ambientali. È la situazione accertata sul litorale di Lamezia Terme nell’ambito di un controllo interforze che ha portato al sequestro preventivo di un’area di circa 26mila metri quadrati.

Gli accertamenti, condotti tra il 7 e l’8 luglio su disposizione della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, hanno interessato la verifica della regolarità di scarichi, gestione dei rifiuti e occupazione del suolo. Nel corso delle ispezioni in un’azienda agricola, i militari hanno rilevato che parte delle coltivazioni ricadeva su un’area demaniale marittima priva di autorizzazioni.

Le verifiche successive negli uffici comunali hanno confermato l’assenza di titoli legittimanti l’utilizzo del terreno. Il sequestro d’urgenza è stato poi convalidato dal gip il 14 luglio.

Nell’area erano presenti coltivazioni intensive di cipolle, delimitazioni con siepi e recinzioni, strutture metalliche a tunnel con coperture in plastica e un sistema di irrigazione composto da tubazioni ed erogatori. Secondo quanto accertato, le opere insistevano in una zona sottoposta a tutela paesaggistica.

L’intervento è stato eseguito da una task force composta da Guardia Costiera di Vibo Valentia e Pizzo, Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme e Gruppo Carabinieri Forestale di Catanzaro, con il supporto tecnico dell’Arpacal.

Il titolare dell’azienda agricola è stato denunciato per le ipotesi di occupazione abusiva di area demaniale marittima e violazione della normativa paesaggistica.