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Il Tribunale amministrativo regionale della Calabria ha annullato il provvedimento con cui era stato negato il rinnovo del porto d’armi a un cittadino, ritenendo insufficienti le motivazioni alla base del diniego. La decisione arriva al termine di un contenzioso avviato dai legali dell’interessato, che avevano impugnato il decreto emesso dalla Questura di Cosenza.

Al centro della vicenda, il rifiuto opposto dall’autorità di pubblica sicurezza, fondato in larga parte sul rapporto di parentela tra il richiedente e un familiare ritenuto vicino ad ambienti della criminalità organizzata. In particolare, il fratello dell’uomo sarebbe stato indicato come figura apicale all’interno di una cosca di ’ndrangheta, coinvolta in attività illecite di rilievo.

Secondo la ricostruzione difensiva, tuttavia, tale circostanza non sarebbe sufficiente, da sola, a giustificare un provvedimento così incisivo, in assenza di elementi concreti e diretti che dimostrino una pericolosità specifica del richiedente. Una linea che è stata accolta dai giudici amministrativi, i quali hanno ritenuto illegittimo il diniego, disponendone l’annullamento.

Nel corso del procedimento, l’Avvocatura dello Stato si era costituita per conto del Ministero dell’Interno e della Questura, chiedendo il rigetto del ricorso e sostenendo la legittimità dell’operato dell’amministrazione. Nonostante ciò, il Tar ha ritenuto fondate le ragioni del ricorrente, evidenziando come il provvedimento non fosse adeguatamente supportato da elementi individuali tali da giustificare la decisione.

La sentenza riafferma un principio consolidato: le valutazioni in materia di pubblica sicurezza devono basarsi su circostanze concrete e personali, evitando automatismi legati esclusivamente a rapporti familiari.

Si tratta di una pronuncia destinata a far discutere, soprattutto in territori dove il contrasto alla criminalità organizzata resta una priorità, ma che al tempo stesso richiama l’esigenza di garantire il rispetto dei diritti individuali e dei principi di legalità nell’azione amministrativa