La giovane si augura possa ancora arrivare una buona notizia riguardo la sorte di suo nonno

Nessuna traccia ancora di Giuseppe Iozzo, il settantasettenne scomparso da Filogaso, centro dell’entroterra vibonese, ormai oltre una settimana addietro. Sono ridotte ormai al lumicino, dunque, le speranze di ritrovare in vita l’anziano che si è allontanato di casa sabato 1 luglio per recarsi in campagna a raccogliere origano e di cui, da quel momento, si è persa ogni notizia. Ieri, intorno a mezzogiorno sono riprese in località Fallà le ricerche, che erano state momentaneamente sospese, da parte dei Vigili del fuoco con le squadre Tas (Topografica applicata al soccorso). E le perlustrazioni della zona sono andate avanti fino a tramonto inoltrato.

Le ricerche. Sotto la lente d’ingrandimento, il boschetto (Fallà) nei cui paraggi l’uomo sarebbe stato intravisto per l’ultima volta, in preda ad uno stato confusionale, prima di sparire definitivamente nel nulla. Tra le possibili spiegazioni che gli investigatori hanno provato a darsi nei giorni scorsi, è stata messa in campo l’eventualità che il settantasettenne possa essere divenuto preda di un branco di cinghiali spesso sorpresi a scorazzare indisturbati in quella zona. Ipotesi non del tutto convincente dal momento che di Giuseppe Iozzo non sono stati ritrovati indumenti, né segni che potessero andare in questa direzione. I carabinieri della Stazione di Maierato, coordinati dal vice brigadiere Mauro Formisano, che seguono le indagini ormai da una settimana - l’allarme è stato dato dalla nipote dell’anziano nella giornata di lunedì, quando non lo ha incontrato all’ufficio postale dove mensilmente andava a riscuotere la propria pensione - continuano a battere tutte le piste per arrivare alla soluzione del giallo. Impegnato in prima persona anche il sindaco del piccolo centro del Vibonese, Massimiliano Trimmeliti, insieme ad alcuni volontari.

L'appello disperato. Ad ogni modo, il trascorrere dei giorni non fa che affievolire la speranza di un ormai improbabile lieto fine. Ne è consapevole Monica Alessandria, nipote del settantasettenne svanito nel nulla. La giovane, nonostante tutto, auspica che “qualcuno prima o poi sopraggiunge per darci – spiega con la voce tremante – una buona notizia”, sebbene sia consapevole che “il bosco non è facile da battere” e non dimentica che “è praticato dai cinghiali. Inizialmente temevamo – aggiunge Monica – che potesse essere stato attaccato da uno di loro, ma non sono stati ritrovati indumenti, né scarpe che  ci spingessero a valorizzare neppure questa pista”. 

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