Dopo la visita all’ospedale di Soriano Calabro del presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e del professor Pasquale Tridico, arrivano le dure parole dell’ex consigliere regionale Alfonso Grillo, che respinge con decisione le dichiarazioni rese durante l’incontro con la comunità locale.

Secondo Grillo, le affermazioni di Conte e Tridico sarebbero «superficiali e prive di fondamento storico». «Soriano – afferma l'attuale commissario del Parco delle Serre – non è un palcoscenico da usare per facili slogan, ma una comunità che ha vissuto scelte difficili sulla propria pelle. Per questo merita rispetto, non propaganda».

L’ex consigliere regionale ricostruisce quindi la vicenda della riconversione dell’ospedale, sottolineando che essa non risale al 2010, come sostenuto da Conte e Tridico, ma al 2009, con tre delibere approvate dalla giunta regionale di centrosinistra guidata da Agazio Loiero: D.G.R. 585 del 10 settembre 2009 (riqualificazione del SSR), D.G.R. 752 del 18 novembre 2009 (integrazione del Piano e raccordo Stato–Regione) e D.G.R. 845 del 16 dicembre 2009 (approvazione definitiva del Piano di rientro).

«Sono atti ufficiali, scritti nero su bianco – precisa Grillo – che dimostrano come la riconversione non fu improvvisa né opera del centrodestra. Dal 2010 si passò semplicemente alla fase attuativa».

Grillo ricorda inoltre il suo impegno diretto negli anni successivi: dal CAPT con Punto di Primo Intervento, alla nascita della RSA inaugurata nel 2013 con locali ammodernati e arredi garantiti dai Comuni dell’Alto Mesima, fino alla proposta di trasformare Soriano in Casa della Salute. «Non parole di rassegnazione – spiega – ma un progetto concreto per mantenere servizi sul territorio».

Parole dure anche contro il tentativo di attribuire responsabilità all’attuale governatore Roberto Occhiuto: «È falso dire che abbia colpe sulla vicenda. Non era lui a governare nel 2009, né firmò quelle delibere. Al contrario, oggi sta affrontando con coraggio i problemi strutturali di una sanità commissariata da oltre dieci anni».

La conclusione è una stoccata alla politica degli slogan: «Soriano non può essere ridotto a passerella elettorale. Io continuerò a battermi per una sanità di prossimità, fatta di fatti concreti e non di accuse infondate».