Fronte comune tra Stato e Chiesa contro la criminalità organizzata. Nel corso di un incontro, ribadita la necessità di una "reazione sociale"

"Non c'è più tempo da perdere: se vogliamo sconfiggere la 'ndrangheta, e la sconfiggeremo, questo obiettivo deve essere il nostro orizzonte e quello che stiamo facendo oggi qui è straordinariamente importante. A noi spetta il compito di conquistare il cuore e il cervello dei calabresi. Solo così riusciremo a fare anche di questo luogo una pietra miliare del passato, del presente e del futuro di questa terra".

E' quanto ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti oggi a Polsi per un incontro sul tema "Madonna di Polsi, la simbologia del santuario tra sacro e legalità". "Sono fiero - ha proseguito - del lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura ma occorre fare altro, invitare alla reazione sociale e dire che parole come fede, dignità, amore, onore non hanno nulla a che vedere con la 'ndrangheta che è un nemico mortale".

"Qui la 'ndrangheta non può avere vita e protezione", ha affermato il vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva.