La Giunta regionale della Calabria ha nominato i giornalisti che faranno parte dell'Ufficio stampa della Regione. Ad aggiungersi a Patrizia Greto e Giovanni Merlo, per curare la comunicazione dell'Ente, saranno Pietro Bellantoni, Armando Acri, Manuela Dragone, Pippo Gatto, Attilio Morabito e Mario Campanella. Avranno un contratto annuale, rinnovabile fino a fine legislatura, che prevede un compenso lordo annuale "pari a 65mila euro per il coordinatore dell’Ufficio stampa, 56mila euro per l’incarico di vice coordinatore" e "42mila euro per ciascun restante componente dell’ufficio stampa".

Chiesto l'intervento del Ministero. Le modalità con cui sono stati scelti, però, non sono andate giù al M5S che denuncia l'inesistenza in Calabria del "rispetto delle leggi, della trasparenza, della meritocrazia e delle pari opportunità", annunciando di aver richiesto l’intervento del Ministero per avviare un’ispezione. A parlare, in una nota, sono i deputati calabresi del Movimento 5 Stelle Alessandro Melicchio, Dalila Nesci, Paolo Parentela Giuseppe D’Ippolito e Riccardo Tucci: “Anche il sindacato giornalisti della Calabria e l’ufficio Inpgi della Calabria avevano chiesto il ritiro della manifestazione d’interesse - spiegano i 5 stelle - utilizzata degli uffici regionali per scegliere esperti esterni, evidenziando palesi violazioni di leggi dello Stato".

Ignorata la Corte Costituzionale. L'Amministrazione, però, "si è dimostrata refrattaria ad avviare procedure corrette per un concorso pubblico serio e trasparente". "Sono riusciti ad ignorare perfino - attacca il M5S - una sentenza della Corte Costituzionale che aveva contestato il tentativo, da parte della Regione Calabria, di stabilizzare i giornalisti già impiegati, con contratto individuale per ‘chiamata diretta’. Sono andati dritti come un treno – continuano i parlamentari pentastellati – pur di operare nomine illegittime, su base fiduciaria e a danno del personale dipendente già di ruolo e di tutti i cittadini. Si è fatto in modo, addirittura, di escludere la partecipazione di giornalisti interni, già disponibili nella pubblica amministrazione regionale, attraverso i mancati nulla osta per poter partecipare alla scelta dei componenti dell’ufficio stampa della giunta regionale".

Continuano le "losche operazioni". Gli "escamotage normativi" messi in atto dai dirigenti regionali, "totalmente asserviti ad un sistema politico marcio", sono stati "utilissimi per portare a casa quest’altra indegna infornata di nomine". Sono state così ignorate, secondo il M5S, "le professionalità già presenti nell’Ente, non rispettando la loro dignità professionale, per poter assegnare ingenti somme a propria discrezione. Hanno pensato, poi, di confermare altri due giornalisti esterni, anche loro con un contratto fiduciale con l’organo politico ma stipulato con la precedente Giunta. Sarebbero dovuti decadere, per legge, il 26 gennaio con la fine della legislatura e invece sono ancora là". "Continuano pertanto – concludono i deputati 5 stelle – le losche operazioni che, ça va sans dire, ‘si illustrano da sé’, senza che la Santelli riesca ad affrancarsi da questo degrado etico che, purtroppo, si continua a percepire nell’amministrazione della nostra regione”.