Turbativa d’asta ed estorsione aggravata dal metodo mafioso: assolti quattro imputati (NOMI)
Il Tribunale ha escluso la sussistenza dei fatti contestati al termine di un lungo dibattimento durato quasi tre anni. Respinta l'impostazione accusatoria nonostante le pesanti richieste di condanna formulate dalla Procura
Si è concluso con un'assoluzione piena il processo che vedeva imputati, tra gli altri, i fratelli Giovanni, Giuseppe e Rocco Paladino e Salvatore Salvaguardia, finiti a giudizio dopo l'operazione che, l'8 settembre 2022, aveva portato al loro arresto nell'ambito di un'inchiesta su presunti episodi di rivelazione di segreto d'ufficio, turbativa d'asta ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.
La sentenza è stata pronunciata dal collegio del Tribunale presieduto dalla giudice Silvia Capone, che ha assolto i quattro imputati con la formula più ampia prevista dal codice di procedura penale, «perché il fatto non sussiste».
Gli imputati erano difesi dagli avvocati Vincenzina Leone e Pierluigi Sacchetti del Foro di Reggio Calabria.
Il verdetto arriva al termine di un articolato dibattimento che si è protratto per circa tre anni, caratterizzato da numerose udienze nel corso delle quali sono stati esaminati gli elementi raccolti dall'accusa e le tesi prospettate dalla difesa.
L'esito del giudizio si discosta nettamente dalle conclusioni della pubblica accusa che, al termine della requisitoria, aveva chiesto condanne comprese tra cinque e dieci anni di reclusione nei confronti degli imputati.
Dopo la valutazione del materiale probatorio e delle argomentazioni sviluppate nel corso del processo, il Tribunale ha ritenuto non dimostrati i fatti contestati, pronunciando l'assoluzione con formula piena.
Con la decisione emessa oggi si chiude il giudizio di primo grado per gli imputati assolti. Resta fermo che la sentenza potrà essere impugnata nei termini previsti dalla legge e diventerà definitiva solo all'esito dell'eventuale iter processuale successivo.
