Quando c’è da tagliare, è chiaro, è praticamente impossibile mettere d’accordo tutti. La nuova bozza del Piano di dimensionamento scolastico - che l’amministrazione provinciale lunedì discuterà, prima dell’approvazione, con sindaci, dirigenti scolastici e sindacati - ha già suscitato forti polemiche ed è destinata a provocarne tante altre. Il Piano, prevede la soppressione di 11 istituti, un epilogo rispetto al quale c’è chi, – come nel caso della Cisl Scuola – senza entrare nel merito dei singoli tagli e quindi «astenendosi dal fornire pareri su differenti ipotesi di riorganizzazione», esprime «forte preoccupazione». E tuona: «Vibo Valentia è la provincia calabrese più penalizzata»

«Si stanno adottando misure di tipo esclusivamente ragionieristico senza tenere in considerazione le specificità territoriali tali da rendere sostenibile la riorganizzazione». Gli attuali parametri minimi per la costituzione delle autonomie scolastiche si innalzano da 600 (400 per i comuni montani) alunni a 900/1000: «Atteso che la norma prevede che i parametri vengono definiti a livello nazionale e poi adeguati regione per regione ed infine tra le varie provincie – spiegano dalla Cisl Scuola - in ossequio ai principi di flessibilità, densità abitativa, Comuni montani, viabilità, trasporti, non si capisce perchè Vibo debba essere quella più penalizzata tra le province calabresi, cedendo ben 11 autonome scolastiche e passando dalle attuali 32 a 21. Non si tratta dunque di fornire pareri su differenti ipotesi di riorganizzazione ma – si fa rilevare – di tener conto di alcune peculiarità del comprensorio, non creare scuole poco funzionali e soprattutto evitare di perdere posti di lavoro».

Altro elemento di critica nasce dal diverso trattamento applicato a istituti scolastici che attualmente presentano numeri che consentono di essere autonomi. «Nella prima bozza – sottolinea la Cisl scuola – era prevista la disgregazione dell’Ic di Vallelonga a vantaggio di altre istituzioni scolastiche e, a seguito delle giuste rimostranze dei sindaci di quel territorio, la Provincia ha fatto un passo indietro. Lo stesso trattamento non è stato applicato all’Ic di Cessaniti, oggi autonomo, ma nella bozza smantellato e accorpato al Vespucci (per le scuole di Briatico) e all’ic di Rombiolo per gli istituti di Zungri, Zaccanopoli e Cessaniti». A giudizio del sindacato non vengono prese in considerazione le parole dell’assessore regionale Giusi Princi che invitava alla salvaguardia delle aree più in difficoltà: «Appare opportuno che alla Provincia di Vibo debbano essere riconosciute, da parte della Regione Calabria, ulteriori tre autonomie scolastiche, tra l’altro corrispondenti al numero corretto relativo al rapporto numero alunni/parametro legge di bilancio per uscire ad applicare quelle azioni tese a contrastare il tasso di dispersione scolastica, lo svantaggio socio economico del contesto e la povertà educativa».