Influenza K: la nuova variante A(H3N2) tiene sotto osservazione l’Europa
La distanza antigenica dai ceppi vaccinali può ridurre l’efficacia del vaccino

La stagione influenzale 2025-2026 vede protagonista la cosiddetta influenza K, una variante genetica dell’influenza A(H3N2), nota come subclade K (J.2.4.1). Non si tratta di un virus nuovo, ma di una mutazione stagionale con alcune differenze antigeniche rispetto ai ceppi inclusi nel vaccino. L’allerta degli esperti nasce dalla maggiore capacità di diffusione di questa variante e dal rischio di stagioni più lunghe, che potrebbero aumentare la pressione sui servizi sanitari nei mesi invernali.
Secondo le analisi di sorveglianza, la subclade K è emersa nel 2025 e ha rapidamente acquisito frequenza in diverse aree del mondo, mostrando un aumento dei casi a partire dall’estate e una diffusione significativa in Europa. La distanza antigenica rispetto ad alcuni ceppi vaccinali A(H3N2) può ridurre l’efficacia del vaccino e rendere il virus meno riconoscibile dal sistema immunitario, favorendone la circolazione.
Il professor Gianni Rezza chiarisce che la subclade K provoca gli stessi sintomi dell’influenza stagionale, ma le modifiche della proteina emoagglutinina (HA) rendono più facile la trasmissione. Le evidenze provenienti dall’emisfero sud, in particolare Australia e Nuova Zelanda, segnalano una coda epidemica prolungata, suggerendo che anche in Europa la variante potrebbe persistere fino ai primi mesi del 2026.
Gli esperti raccomandano la vaccinazione stagionale, la massima attenzione alle norme igieniche e il monitoraggio dei sintomi, soprattutto tra le persone più fragili, per limitare contagi e complicanze. La prevenzione resta l’arma più efficace contro la subclade K, che conferma come l’influenza possa evolvere di anno in anno, imponendo aggiornamenti costanti nella sorveglianza sanitaria.
