Mentre, da un lato, i sindaci chiedono la riattivazione dei tirocini per ristabilire il servizio della loro macchina amministrativa, dall'altro alcuni tirocinanti credono di adempiere al loro impeccabile senso del dovere continuando a prestare ancora l'attività di tirocinio. "Ai sindaci ricordiamo - scrivono in una nota i sindacati Usb e Csa -  caso mai l'avessero dimenticato o per nulla mai considerato, che i tirocinanti non sono lavoratori subordinati. Non sono contrattualizzati, non hanno copertura Inps e Inail, non possono ammalarsi e nemmeno avvalersi di qualche diritto sacrosanto. Se i sindaci stessi volessero dare senso alle loro richieste si rivolgessero a chi di dovere".

Tirocinanti non sono immuni dal Covid. Ovvero, sottolineano i sindacati, all'Anci regionale e nazionale "invitandoli ad esporre in maniera unanime ed umana il problema dei tirocinanti sfruttati". "E sia sempre l'Anci, visto il fabbisogno necessario dei Comuni, a chiederne ufficialmente la stabilizzazione. Contrattualizzateli. Non accetteremo più un ennesimo limbo di sfruttamento. Nonostante i tirocinanti aiutino le amministrazioni a risolvere problematiche in misura anche maggiore dei dipendenti pubblici ordinari, siamo certi che sono, ad oggi, sprovvisti di superpoteri e dell'immunità al Covid. Non capiamo, quindi, perché possono tornare a prestare attività di tirocinio mentre i dipendenti no. Come è possibile, visto che il tirocinante deve essere da supporto al dipendente e non da sostituzione? Nessuno deve essere mai carne da macello, sappiatelo!"

Messaggio ai tirocinanti. "Ai tirocinanti, invece - continua la nota - ricordiamo che tra il XIX e XX secolo, nel momento delle grandi battaglie sindacali, alcuni pensarono non solo, indegnamente, di non unirsi alla lotta, ma di lavorare in sostituzione di chi invece scioperava per i diritti e la dignità dei lavoratori tutti. Essi venivano chiamati Crumiri. Siamo certi che, in parecchi Comuni, molti tirocinanti stiano venendo meno a quei valori per cui lavoratori precedenti perdettero la vita: i diritti. Siamo certi che alcuni tirocinanti stanno ancora occupando il loro posto, lavorando e prestando servizio in nero. Questi - concludono Usb e Csa - non percepiscono il senso dell’unione nella lotta, una lotta per un unico sostanziale interesse: la stabilizzazione".