Le indagini hanno fatto emergere la sudditanza di imprenditori e commercianti, destinatari di atti intimidatori. Il processo si è svolto con rito abbreviato

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In data odierna, ad un anno dall’inizio del processo, il gup distrettuale di Catanzaro, Antonio Battaglia, ha emesso la sentenza di primo grado nei confronti di 38 imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato nell’ambito delle operazioni antimafia denominate “Chimera” e “Chimera 2” coordinate dalla Dda di Catanzaro e scattate, nel maggio e ottobre 2014, dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro unitamente a quelli della Compagnia di Lamezia Terme. All'epoca gli arersti erano stati più di 40.

Chimera

L’attività investigativa aveva permesso di attualizzare le condotte illecite e l’operatività del sodalizio ‘ndranghetistico dei “Cerra-Torcasio-Gualtieri”, operante sul territorio di Lamezia Terme-Nicastro, e già acclarato nell’operazione “Spes” risalente all’anno 2007. Il clan sarebbe stato dedito a diversificate fattispecie di reato quali l’associazione a delinquere di stampo mafioso, l'estorsione e lo spaccio di sostanze stupefacenti, il tutto aggravato dalle modalità mafiose. Le indagini avevano inoltre fatto emergere la sudditanza di alcuni imprenditori e commercianti, destinatari di atti intimidatori, taglieggiati e costretti a fornire le proprie opere al clan in maniera gratuita. Emerso anche il ruolo preponderante delle donne della cosca che non solo coprivano compiti prima devoluti agli uomini, alcuni dei quali in carcere a seguito delle precedenti operazioni di polizia quali “Remake”, “Medusa” e “Perseo”, ma a tutti gli effetti beneficiarie delle estorsioni portate a termine dalla cosca.

Nino Cerra e Teresina Cerra

Trentacinque i condannati, con pene che variano dagli 8 mesi ai 14 anni, rispettivamente divisi in capi e gregari della consorteria avente come base Capizzaglie e tra cui emergono quali promotori, direttori ed organizzatori, i fratelli Nino Cerra, di 75 anni e Teresina Cerra, considerata colei che teneva le redini della cosca.

Queste nel dettaglio le singole condanne: Nino Cerra (cl. '48) 13 anni e 4 mesi; Teresina Cerra (10 anni); Pasquale Cerra (9 anni e 4 mesi); Luca Cerra (6 anni); Vincenzo Torcasio (13 anni); Alessandro Torcasio (7 anni ed 8 mesi); Pasquale Torcasio ( cl. '80) 7 anni ed 8 mesi; Francesco Tropea (7 anni ed 8 mesi); Angelina Torcasio (3 anni e 8 mesi); Emilio Gualtieri (8 anni); Maria Gualtieri (4 anni); Nicola Gualtieri ('92) 12 anni; Antonia Gualtieri (3 anni e 8 mesi); Ottorino Raineri (10 anni e 8 mesi); Gennaro Muraca (7 anni e 4 mesi); Antonio Villella (7 anni e 8 mesi); Giuseppe Gullo (8 anni); Pasquale Carnovale (7 anni e 8 mesi); Paolo Paone (7 anni e 4 mesi); Antonio Paradiso (7 anni e 4 mesi); Gaetano La Rosa (8 anni); Nino Cerra (cl. '91) 7 anni e 4 mesi; Angelo Paradiso (7 anni e 4 mesi); Pasquale Torcasio (cl. '69) 14 anni; Domenico Torcasio (8 anni e 8 mesi); Giovanni Torcasio (8 anni); Federico Gualtieri (8 anni); Antonio Gualtieri (13 anni e 4 mesi); Francesco Gualtieri (8 anni); Cesare Gualtieri (14 anni); Nicola Gualtieri (cl. '45) 8 anni e 8 mesi; Giuseppe Raineri (7 anni e 8 mesi); Luciano Cimino (4 anni e 8 mesi); Giancarlo Chirumbolo (6 anni); Alessandro Durante (8 mesi).

Emilio Gualtieri

Pasquale Cerra

Vincenzo Torcasio