Molestie studentesse
Molestie studentesse

Un insegnante di 56 anni è stato sospeso dal servizio e rinviato a giudizio con l’accusa di atti sessuali con una minorenne. La vicenda, emersa a Bergamo, riguarda una relazione tra il docente e una sua studentessa quindicenne, rapporto che – secondo l’accusa – sarebbe andato oltre il legame educativo e di fiducia, sfociando in comportamenti penalmente rilevanti.

I fatti sarebbero avvenuti tra luglio 2024 e aprile 2025. A far emergere la vicenda sono state alcune chat WhatsApp nelle quali la ragazza si era confidata con le amiche. Le conversazioni, inizialmente accolte con incredulità, sono poi arrivate all’attenzione di alcuni genitori. In particolare, la segnalazione di una madre ha portato i genitori della quindicenne a rivolgersi alle forze dell’ordine.

Da lì è partita l’indagine della Squadra mobile di Bergamo, coordinata dalla Procura. Come riportato anche dal Corriere della Sera, la ragazza viene descritta come fragile e inserita in un contesto familiare complesso, elemento che ha contribuito ad accelerare gli approfondimenti investigativi.

Nel corso delle indagini, la polizia ha installato cimici e microcamere nell’abitazione del professore, raccogliendo – secondo l’accusa – elementi ritenuti rilevanti. A questi si aggiungono le chat, le immagini delle telecamere di videosorveglianza del condominio e i dati delle celle telefoniche, che avrebbero confermato la frequentazione tra i due.

Il docente, ascoltato dagli investigatori, non avrebbe negato i fatti, sostenendo però di aver «reagito alle provocazioni». Nei suoi confronti sono scattati gli arresti domiciliari. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per atti sessuali con minorenne, contestando più episodi.

Il 13 febbraio l’uomo comparirà davanti al giudice: non è escluso che possa optare per il rito abbreviato, che in caso di condanna comporterebbe una riduzione della pena. Nel frattempo, l’insegnante è stato sospeso dall’incarico scolastico.