"La 'Ndrangheta controlla in maniera attiva il mercato delle armi. Non possiamo escludere che lo voglia utilizzare nei confronti di chi abbia finalità terroristiche. Per come dimostra la storia delle mafie italiane, l'organizzazione mafiosa se dovesse intravedere la possibilità di fare business con il traffico d'armi non si porrebbe mai il problema dell'utilizzo di queste armi. Al momento, tuttavia non ci sono elementi che possano comprovare contatti tra Isis e criminalità organizzata". Lo ha detto il magistrato Nino Di Matteo, intervistato a "Storie Vere", su Rai Uno. "Avverto il pericolo - ha aggiunto - che le mafie operanti in Calabria e in Sicilia in generale sul territorio italiano, vogliano porsi agli occhi dell'opinione pubblica come garanti della tranquillità nei territori da loro governati. Mi è capitato di constatare che alcuni cittadini si siano convinti che in Sicilia e Calabria certi attentati non potrebbero mai accadere, perché il territorio è controllato dalla mafia. Questo è molto triste perchè significa che guardano alle mafie come un contraltare rispetto al terrorismo e alla possibilità di attentati. Tra lo stragismo mafioso e quello dell'Isis a mio avviso, sono evidenti delle forti analogie soprattutto se si considera la strategia della paura: in fondo gli attentati del 1993 a Firenze, Roma e Milano perseguivano gli stessi fini che probabilmente perseguono gli attentati dei fondamentalisti islamici: quello di gettare intere popolazioni nel panico". (AGI)