Sul corso principale di Vibo Valentia non si contano più le serrande abbassate, i locali vuoti, i cartelli “affittasi”. Una strage. Una situazione di forte crisi che però va avanti da molto prima del lockdown: il Coronavirus è stata solo la punta dell’iceberg. Un commercio morente che resiste solo grazie a coloro che ancora decidono di dare speranza a questo territorio. “Se siamo qui è perché ci crediamo, nonostante le mille difficoltà”, commenta un commerciante. Ma non basta. Serve un’attenzione specifica della politica, interventi sistematici. E qualcuno lancia un appello alla cittadinanza: “Sarebbe opportuno che tutto il popolo vibonese si impegnasse per dare nuova vita al centro storico. Come? Frequentandolo, spendendo i propri soldi”.

I motivi della crisi. Michele Catania, commerciante e presidente di Ascom Vibo Valentia, inserisce il problema all’interno dell’universo dei centri storici di tutta Italia, che in generale faticano a tenere il passo soprattutto con lo shopping online e i centri commerciali. I dati nazionali gli danno ragione: In 10 anni hanno chiuso 70mila negozi, con un calo nei centri storici del Centro-Sud del 15,3%. Il problema di fondo, però, è che mancano interventi che riportino la gente in centro e rendano conveniente per chi vuole fare acquisti – e anche per i turisti – il centro cittadino rispetto ad altre soluzioni. Manca la volontà, soprattutto politica, di realizzare un vero e proprio piano (e non sporadici interventi) per il rilancio dell’economia vibonese. A questo si aggiungono degli affitti che tutti definiscono indubbiamente troppo alti e che scoraggiano gli investimenti su corso Vittorio Emanuele: “Ma i proprietari sono privati e possono decidere liberamente se accettare le richieste di riduzione del canone o lasciare affitti fino a 20 euro al metro, sicuramente sproporzionati vista la situazione attuale”.

Strisce blu e decoro urbano. Le possibili soluzioni avanzate dai commercianti sono diverse. Molti sperano in iniziative e eventi che portino la gente in piazza, “ma con il distanziamento sociale come si fa?” commenta amaramente una di loro. In molti concordano soprattutto sul fatto che un aiuto potrebbe arrivare dalla sospensione delle strisce blu oltre il 30 giugno. I parcheggi gratuiti, anche se si parla di pochi euro, sono un ottimo incentivo per i cittadini: "Se fino a Natale si mantengono le strisce blu gratuite sarebbe un'ottima cosa per la città, per il commercio, per tutto il centro storico". Ma non solo, anche un maggiore decoro potrebbe fare la differenza, partendo da cose semplici come abbellire i balconi con piante e fiori. “Il bello piace a tutti” sintetizza qualcuno, e può fare la differenza tra la vita e la morte di una città. “Anche perché se non si prendono provvedimenti – ci confessa un commerciante a microfoni spenti – a settembre/ottobre rischiamo che a chiudere siano molti di più”.

Centro commerciale all’aperto. Il presidente di Ascom Vibo riprende anche l’idea di del "centro commerciale naturale all’aperto". Un progetto, condiviso anche da altri commercianti “perché porterebbe un aumento degli investimenti”, che però necessita di molto tempo per essere messo in piedi: “Servono infrastrutture, interventi sul rifacimento delle facciate, un sistema di formazione e promozione. Servono una serie di interventi che purtroppo, anche se ci fosse una volontà politica certa, necessitano di alcuni anni per portarli a compimento”. Un'idea di cui si discute ormai da diversi anni (dal periodo della Giunta D'Agostino) che però non ha mai preso piede. E così, un po' di immobilismo alla volta, il commercio cittadino è sempre più morente. Arriverà presto il colpo di grazia o si interverrà in tempo?