Gli inquirenti valutano un possibile legame con il delitto Galizia. Del caso è stata interessata anche la Dda

Una delle due vittime, la più giovane, avrebbe tentato di fuggire ai suoi sicari, non appena accortasi della loro presenza. A far protendere per questa ipotesi il fatto che i cadaveri delle due povere donne, madre e figlia, Essa Costabile di 77 anni e Ida Attanasio di 52, sono stati rivenuti dai carabinieri ad una certa distanza l’uno dall’altro. Ciò che appare certo, agli occhi di investigatori e inquirenti e che fossero proprio loro le vittime predestinate dell’agguato consumato ieri mattina, attorno alle 10, presso il cimitero di San Lorenzo del Vallo, centro dell’alto cosentino, nei pressi di Castrovillari, già nel 2011, teatro di un altro atroce delitto in cui a perdere la vita furono anche in quel caso madre e figlia, crivellate dai colpi di sanguinari sicari a irrompere in casa loro.

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Rischio faida. A distanza di anni, cambiano i fatti, così come il contesto e i protagonisti, ma il motivo che ha spinto i killer spietatamente a far fuoco, incuranti dell’ora e del luogo, come risaputo assai frequentato, in questi giorni che precedono il ponte di ogni santi e dei defunti, potrebbe essere lo stesso: vendetta. Le due donne, morte per i colpi d’arma sparati a distanza ravvicinata alle spalle, sono infatti la madre e la sorella di Francesco Attanasio, arrestato il 2 maggio scorso per l’omicidio del 31enne Damiano Galizia, il cui cadavere era stato trovato in un appartamento a Rende. Non motivi all’apparenza di ‘ndrangheta, alla base di quel gesto, all’origine del quale, come poi raccontato agli inquirenti dall’omicida reo confesso, ci sarebbe stato un debito che lo stesso Attanasio aveva nei confronti di Galizia e di cui quest’ultimo chiedeva da tempo il saldo. Delitto che sarebbe avvenuto al termine di una lite. Da qui il possibile collegamento tra i due episodi di oggi e sei mesi fa.

Le indagini. La Procura di Castrovillari ha disposto alcune perquisizioni e ha investito del caso anche la Procura distrettuale antimafia di Catanzaro. Galizia, secondo gli investigatori, sarebbe stato vicino a persone gravitanti nell'ambito della criminalità organizzata di San Lorenzo del Vallo, suo paese natale, ed in particolare alla cosca Presta. Tra l'altro, Attanasio, nello stesso periodo dell'omicidio, aveva indirizzato la polizia verso un box in uso a Galizia, all’interno del quale fu trovato un vero e proprio arsenale, composto anche da armi da guerra come un Kalashnikov, due Thompson, un mitra Sten e uno Tommy Gun.

L'appello di Facciolla. "Nel cimitero c'era tante gente stamani. Chi ha visto collabori, anche in forma anonima chiamando le forze dell'ordine". E' l'appello lanciato dal procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla che coordina le indagini sul duplice omicidio. Un appello che giunge dopo che tutti coloro che erano al cimitero sono scappati al momento della sparatoria senza farsi vivi con gli investigatori. "Non solo - ha aggiunto Facciolla - c'era tante gente, ma addirittura la donna più giovane è stata inseguita e finita. Quello che è accaduto potrebbe succedere anche a chi era presente, perché ha visto gli assassini. Quindi potrebbe accadere anche a loro e nessuno li può proteggere".

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