Ricercato arrestato nel Vibonese: mandato europeo per frodi da oltre un milione
Le attività investigative della Squadra Mobile hanno consentito di localizzare il presunto ricercato in un’abitazione del comune di Soriano Calabro
La Polizia di Stato, con il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), ha eseguito un mandato di arresto europeo nei confronti di un cittadino brasiliano residente nella provincia di Vibo Valentia, ricercato dalle autorità del Portogallo.
L’uomo è indagato nell’ambito di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi informatiche, truffe e falsificazione di documenti. Secondo quanto ricostruito, dal 2023 avrebbe operato insieme ad altri soggetti attraverso identità fittizie, società di comodo e conti bancari internazionali, mettendo a segno frodi per un valore complessivo superiore al milione di euro.
Le attività investigative della Squadra Mobile hanno consentito di localizzare il presunto ricercato in un’abitazione del comune di Soriano Calabro. Gli agenti hanno quindi fatto accesso all’immobile e, dopo l’identificazione, lo hanno accompagnato in Questura per gli accertamenti di rito.
Al termine delle formalità, l’uomo è stato arrestato e trasferito presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia, a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa delle procedure di estradizione. L’operazione rientra nel quadro della cooperazione tra le forze di polizia europee finalizzata alla consegna di soggetti ricercati da altri Paesi membri dell’Unione.
Nei giorni precedenti, sempre la Squadra Mobile ha dato esecuzione a un mandato di cattura emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania nei confronti di un uomo originario del Vibonese, condannato a sette anni di reclusione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’uomo era stato fermato il 17 marzo 2024 nel territorio del ragusano mentre si trovava a bordo del proprio veicolo, all’interno del quale erano stati rinvenuti circa sette chilogrammi di cocaina.
Rintracciato nel comune di Mileto, il condannato è stato successivamente tradotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia per l’espiazione della pena.
