La Direzione investigativa antimafia disegna la geografia del crimine nel report semestrale 2016 e sottolinea la pervasività delle 'ndrine nel tessuto economico provinciale

di MIMMO FAMULARO

Una provincia esposta al condizionamento della criminalità organizzata, capace di infiltrarsi ovunque. Negli apparati politici ed amministrativi, ma anche nel tessuto economico fino ad alterare con una forza devastante gli equilibri del mercato con importanti investimenti finanziari. A Vibo la 'ndrangheta è sempre più forte e la cosca Mancuso, nonostante i colpi inflitti, continua a mantenere il predominio. E' quanto si legge nelle due pagine che la Direzione investigativa antimafia dedicata nella sua relazione semestrale alla provincia di Vibo Valentia. Il potente clan di Limbadi resta egemone ed “abile ad infiltrarsi nel settore turistico-alberghiero del litorale tirrenico dove può godere di alleanze storiche con altre famiglie molto radicate sul territorio”.

Relazione semestrale della Dia: “‘Ndrangheta sottovalutata e oggi ramificata ovunque”

Costa Pulita. Nel periodo preso in esame non poteva passare inosservata una delle principali inchieste condotte dalla Dda di Catanzaro sul territorio, “Costa Pulita”, l’importante operazione frutto dell’azione investigativa congiunta della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza, che ha fatto luce proprio sugli interessi della cosca Mancuso e di altri clan del versante tirrenico, sul settore turistico-alberghiero della fascia di litorale nota come Costa degli Dei, compresa fra i comuni di Capo Vaticano e Tropea. Le indagini si sono sviluppate su due fasi. La prima si è conclusa nel mese di aprile con la denuncia di oltre 50 soggetti ritenuti responsabili, di cui 23 tratti in arresto. Tra di loro, oltre ad esponenti di spicco dei Mancuso, anche numerosi imprenditori ed esponenti politici locali. La seconda fase, eseguita nel mese di giugno, ha coinvolto 22 soggetti appartenenti ai Mancuso e alle consorterie degli Accorinti, dei Bonavita e dei Melluso di Briatico, ha fatto emergere i legami e le alleanze fra i clan della fascia tirrenica vibonese e quelli della ionica catanzarese.

A Vibo. La relazione offre una mappa aggiornata della presenza della 'ndrangheta sul territorio. Così a Vibo si registra la presenza del clan storico dei Lo Bianco e nella zona marina dei Mantino-Tripodi. A Stefanaconi e Sant'Onofrio agirebbero i Bonavota, i Petrolo ed i Patania mentre i Fiarè, Gasparro e Razionale risulterebbero attivi a San Gregorio d'Ippona. Da Briatico a Tropea sono presenti, oltre agli Accorinti, anche i La Rosa mentre nei comuni di Pizzo e Francavilla Angitola sarebbero i Fiumara a dettare legge.

Nelle Serre. Dal mare alla montagna per arrivare nella zona delle Serre dove opera -stando alla relazione - la famiglia Emanuele-Idà, contrapposta allo storico vincolo Loielo-Ciconte per il controllo dei territori di Soriano, Sorianello e Gerocarne. A Filadelfia sarebbe presente la cosca Anello-Fruci mentre nelle Pre-serre, in particolare a Serra San Bruno, sarebbe attiva la famiglia Vallelonga, nota come i “Viperari”. Quest’ultimi risultano schierati con i Novella nella storica contrapposizione con i Gallace di Guardavalle.