Impianti pubblicitari abusivi da demolire, Comune Vibo incarica i Vigili del fuoco
Via gli impianti pubblicitari abusivi da piazza Repubblica a Vibo, meglio nota come piazza Spogliatore. Demolizione forzata ad opera del Comune, ma a spese dei vari responsabili degli abusi. E' quanto deciso con apposita determina dal dirigente del settore “Governo del territorio”, Filippo Nesci, che ha disposto l'impegno di spesa (1.432,00 euro) per il versamento da eseguire in favore del Comando provinciale dei vigili del fuoco per il servizio di demolizione degli impianti pubblicitari siti su suolo comunale.

Gli impianti da demolire. Si tratta di impianti delle dimensioni di 6 metri per 3 realizzati abusivamente da: Egidio Garofano, titolare della ditta Affitalia; Michele Galati, titolare della ditta CGM; Francesco Maduli, titolare della ditta Ige; Domenico Maduli, titolare della ditta Pubbliemme; Teresa Saeli, titolare della ditta “Europa 2000 onlus”. Gli impianti pubblicitari da demolire di proprietà di Domenico Maduli in piazza Repubblica sono tre; due quelli di Francesco Maduli, uno ciascuno per Michele Galati, Teresa Saeli ed Egidio Garofano. Le ordinanze comunali di demolizione di tali impianti pubblicitari abusivi erano state emesse nei confronti dei titolari nel marzo 2011, ma ad oggi sono rimaste ineseguite e nessun impianto è stato eliminato o demolito. Pertanto, il Comune ha deciso di affidarsi per la demolizione al Comando provinciale dei vigili del fuoco. A demolizione avvenuta, verrà attivata nei confronti di Egidio Garofano, Michele Galati, Francesco Maduli, Domenico Maduli e Teresa Saeli l'azione di recupero, in quota proporzionale, della somma (1.432,00 euro) anticipata dal Comune ai vigili del fuoco richiedendo, eventualmente, anche la riscossione in forma coattiva.

La giustizia amministrativa in materia. La vicenda, iniziata nel lontano 2011, si è protratta sino ad oggi poiché le ditte interessate hanno presentato ricorso alla giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato) avverso le ordinanze di demolizione degli impianti pubblicitari siti in piazza Spogliatore, così come in altri e diversi punti della città. I ricorrenti sostenevano nei ricorsi che l’installazione degli impianti pubblicitari non è soggetta alla normativa edilizia e, comunque, non incide sull’assetto del territorio. Il Tar ha però rimarcato nelle sentenze come la normativa in materia non preveda che l’amministrazione comunale, nel rilasciare l’autorizzazione all’installazione degli impianti, debba svolgere anche valutazioni edilizie relative all’impatto della struttura sul territorio. Il procedimento di autorizzazione, invece, deve sempre essere accompagnato dal diverso procedimento volto ad ottenere il titolo edilizio prescritto in relazione alle caratteristiche delle strutture pubblicitarie (permesso a costruire), specie se la sistemazione di un’insegna pubblicitaria, per le sue dimensioni, comporta un rilevante mutamento territoriale.
Nel giugno scorso, inoltre, il Tar di Catanzaro con apposita ordinanza ha nuovamente confermato l’operato del Comune di Vibo Valentia in materia di impiantistica pubblicitaria realizzato attraverso il Piano generale degli impianti pubblicitari approvato il 24 aprile 2014 dal Consiglio comunale. I giudici amministrativi in tale occasione hanno respinto in sede cautelare la richiesta di sospensiva avanzata dalla Pubbliemme srl, in persona del titolare Domenico Maduli (difeso dall'avvocato Domenico Colaci), degli atti (ben 17) con i quali lo "Sportello unico attività produttive" del Comune, nel marzo scorso, ha deciso di archiviare le istanze avanzate dalla ditta di pubblicità che voleva avere conferma delle autorizzazioni ottenute in forza di un precedente regolamento comunale approvato dall’allora commissario prefettizio il 28 giugno del 1994.
