aula bunker lamezia rinascita
aula bunker lamezia rinascita

Con l’ultima udienza dedicata alle arringhe delle difese, si è chiuso ieri nell’aula bunker il lungo ciclo di discussioni del maxi processo “Rinascita Scott”, che ora entra nella sua fase più attesa: quella che porterà al verdetto d’appello, fissato per il 18 dicembre. A concludere gli interventi sono stati gli avvocati Salvatore Staiano e Alessandro Diddi, mentre sul tavolo della Corte pesa ora il voluminoso documento consegnato dalla Procura generale: una memoria di 1080 pagine firmata dal sostituto procuratore generale Luigi Maffia e dai pm antimafia Annamaria Frustaci e Antonio De Bernardo. Lo scrive “il Quotidiano del Sud”.

La memoria ricostruisce in modo capillare la struttura della ’ndrangheta vibonese, dedicando la prima parte alla figura di Luigi Mancuso, al suo ruolo nella “ndrangheta unitaria” e ai collegamenti tra la cosca di Limbadi e le articolazioni superiori, comprese le questioni legate alla dipendenza dal Crimine di Polsi. Il secondo capitolo, il più ampio, analizza una a una le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia: da Accorinti a Mantella, da Barbieri a Emanuele Mancuso, intrecciandole con intercettazioni, verbali e riscontri delle inchieste collegate.

Tra le sezioni più delicate spicca quella dedicata all’avvocato Giancarlo Pittelli, in cui la Procura generale ripercorre presunti rapporti con ambienti mafiosi, riferimenti massonici e appoggi politici. Per lui l’accusa in appello ha chiesto una pena più alta rispetto al primo grado: 14 anni contro gli 11 inflitti dal Tribunale di Vibo.

La memoria entra poi nei singoli segmenti territoriali — Sant’Onofrio, San Gregorio d’Ippona, Piscopio, Zungri, Vibo città — ridisegnando la geografia delle cosche attraverso intercettazioni, atti investigativi e dinamiche di potere. Il tutto a corredo delle richieste formulate nella requisitoria-monstre di pochi giorni fa: oltre 70 ore di discussione in dieci udienze, con 209 condanne invocate, dalle pene più alte per i vertici come Razionale e Mancuso, ai 20 anni chiesti per l’ex consigliere regionale Pietro Giamborino.

Le difese hanno tempo fino al 17 dicembre per depositare memorie integrative. Poi, il giorno successivo, nell’aula bunker l’attesa finirà: la Corte d’Appello leggerà il dispositivo del secondo grado, chiudendo il capitolo centrale del processo ordinario di Rinascita Scott.