Ospedale di Serra San Bruno, le segnalazioni di Figliucci: "Sospese le prenotazioni in Radiologia"
Si accentuano nuovamente i problemi all' ospedale di Serra San Bruno, nosocomio in declino da decenni, sulle cui tristi sorti si cerca-ogni tanto e non sempre riuscendoci- di metter qualche toppa. Questa volta è il consigliere di minoranza Biagio Figliucci a segnalare problemi, che attengono di nuovo al reparto Radiologia (già in crisi nei mesi scorsi).
“Nel generale silenzio l’ospedale di Serra San Bruno si sta spegnendo-esordisce Figliucci-. I disagi aumentano e i disservizi si moltiplicano, mentre la popolazione ha sempre meno forze per reagire e sembra afflitta da uno spirito di rassegnazione, causato anche dall’apatia di un’Amministrazione comunale che ha ormai da tempo abbandonato lo spirito di contestazione mostrato nelle campagne elettorali adagiandosi sugli schemi del sistema e su confortanti poltrone”.
Prendendo spunto dalle tante segnalazioni ricevute, il consigliere denuncia: “Da oltre 10 giorni sono sospese le prenotazioni in Radiologia e, dunque, non è possibile eseguire le prestazioni ambulatoriali nelle Serre. E non si intravede all’orizzonte una soluzione. Una privazione insopportabile, per la verità l’ennesima, che si inserisce in un contesto di sostanziale abbandono sul quale ci sono, con tutta evidenza, responsabilità che vanno approfondite”.
Secondo Figliucci "c’è bisogno di una vera attenzione per le aree interne, che non vengono adeguatamente considerate e che talvolta sono destinatarie di interventi tampone che hanno il solo scopo di acquietare gli animi nelle fasi più acute e di spezzare la resistenza nel lungo periodo. Di fatto, i servizi sono sempre di meno e l’ospedale è stato trasformato in un edificio spoglio con poco senso dal punto di vista sanitario. Tutti sono coinvolti in questo processo di depauperamento: dai vertici regionali all’Azienda sanitaria provinciale per finire al sindaco”.
“Troppe parole e pochi, pochissimi fatti - afferma Figliucci -. Ho la sensazione che ognuno abbia altri obiettivi, spesso di carriera, che sono assai diversi, se non antitetici, dal difendere questa comunità. È chiaro - aggiunge - che la carenza di medici è una nota dolente presente in ogni dove in Calabria, ma nelle Serre ciò sta portando alla compressione del diritto alla salute. È ora di svegliarsi - conclude - perché non ci sono seconde possibilità: la gente scappa e, di questo passo, qui rimarrà solo il deserto”.
