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La Corte d’Appello ha dichiarato inammissibile l’appello presentato dal Pubblico ministero nel maxi-procedimento nato da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia denominata “Maestrale-Olimpo-Imperium”, segnando un passaggio decisivo nel giudizio di secondo grado.

Al centro della decisione dei giudici la modalità di deposito dell’atto di impugnazione: secondo la Corte, dal 31 marzo 2025 gli appelli contro sentenze emesse con rito abbreviato devono essere trasmessi esclusivamente tramite il portale telematico del processo penale, a pena di inammissibilità. Nel caso in esame, invece, il deposito sarebbe avvenuto con modalità non conformi alle nuove disposizioni.

Respinta la tesi della Procura, che aveva invocato la possibilità di un regime transitorio e il ricorso a modalità alternative di deposito, richiamando anche un provvedimento organizzativo dell’ufficio giudiziario. Per i giudici, tuttavia, tali indicazioni non integravano una deroga valida al sistema telematico obbligatorio.

Non accolta neppure la richiesta subordinata di rimessione in termini, non essendo stati ravvisati i presupposti del caso fortuito o della forza maggiore.

La decisione ha effetti anche sulle posizioni degli imputati assolti in primo grado: tra questi, anche un difensore per il quale era stato chiesto il ribaltamento della sentenza. Con l’inammissibilità dell’appello, resta dunque ferma la pronuncia del giudice di primo grado.

Il provvedimento riguarda complessivamente le posizioni per le quali la Direzione distrettuale antimafia aveva impugnato le assoluzioni, chiudendo di fatto il tentativo di riaprire il giudizio in secondo grado su quei capi della sentenza.

Si tratta di: Pasquale Anastasi, Rocco Anello, Tommaso Anello, Vincenzo Barba, Domenico Bartone, Vincenzo Calafati, Maria Vittoria Errigo, Antonio Facciolo, Claudio Fiumara, Giacomo Franzoni, Michele Galati, Ottavio Galati, Salvatore Domenico Galati, Carmine Il Grande, Egidio Il Grande, Francesco La Rosa, Alfonso Luciano, Antonio Mancuso, Domenico Mancuso, Francesco Mancuso alias “Bandera”, Giuseppe Mangone, Andrea Mantella, Paolo Mercurio, Gaetano Molino, Salvatore Morelli alias “l’Americano”, Salvatore Palmieri, Domenico Polito alias “Ciota”, Giuseppe Prostamo alias “Ciopane”, Umberto Pugliese, Demetrio Putortì, Giuseppe Raguseo, Francesco Sabatino, Davide Surace, Diego Surace e Antonio Massimiliano Varone, detto “U Cagnolu”.