Festeggiamenti quasi conclusi nel giorno dedicato al santo, nell'omelia del vescovo, "modello di vita cristiana ed esempio da seguire nella quotidianità"

Una tradizione antica, che si rinnova anno dopo anno, e nella quale la città ritrova il suo modello di santità, di vita cristiana. E' ciò che rappresenta per i vibonesi il primo giorno di marzo, in cui ricorre la festa del Santo Patrono: San Leoluca. Come ogni anno, anche oggi si è tenuta la celebrazione solenne, "aperta" con la benedizione delle viole. Alle ore 11 il vescovo della diocesi monsignor Luigi Renzo ha presieduto la Santa Messa, nella quale si è soffermato proprio sul concetto della santità nella vita cristiana. Alla cerimonia solenne hanno partecipato le istituzioni civili e religiose locali, che si sono strette attorno al suo messaggio. Un messaggio condiviso stavolta con la comunità di Filogaso, protagonista del "Comunitarium 2016", e diffuso con sullo sfondo i cori angelici intonati dal coro "Magnificat".

Il messaggio. Il vescovo si è soffermato, nell'omelia, sul valore imprescindibile della testimonianza dei santi, che nel loro essere modello di fede aiutano ad avere fiducia in Dio e ad acquisire maggiore consapevolezza del bisogno di Dio nella quotidianità. Un riferimento importante, quindi, alla vita concreta e alle scelte che hanno la loro radice nella coscienza formata del Vangelo, che diventa la guida da seguire per non sbagliare.

La comunione d'intenti.  La città ha partecipato con grande rispetto, nella chiesa prima e nella piazza poi, entrambe riconsegnato di recente ai cittadini vibonesi. A celebrazione conclusa, intorno alle ore 12, celebrante e comunità si sono spostati nella piazza antistante il duomo, dove gli uomini dei Vigili del fuoco hanno reso omaggio al Santo, portando al suo simulacro una corona di fiori. I festeggiamenti proseguiranno nel pomeriggio. Alle 17.30 nella piazza del Duomo della città è prevista una breve cerimonia di accoglienza dedicata alla comunità parrocchiale di Filogaso, presente insieme al suo "pastore" don Domenico Sorbilli. Il sacerdote presiederà, subito dopo, una messa solenne, animata dal coro della sua comunità. In seguito, i fedeli delle due parrocchie firmeranno il documento dai comuni intenti, con la consegna del "Comunitatium". Un breve rinfresco chiuderà i festeggiamenti, nel teatrino del "Valentianum". (i.l.)

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