Elezioni provinciali a Vibo, il centrodestra resta in attesa e medita il disimpegno
A poco più di due settimane dalle elezioni provinciali del 12 dicembre, lo scenario politico vibonese sembra muoversi a due velocità. Da una parte il centrosinistra, che nelle ultime ore ha compiuto passi avanti decisivi verso una lista unitaria; dall’altra un centrodestra ancora fermo ai blocchi di partenza e attraversato da tensioni che potrebbero comprometterne la partecipazione alla competizione.
Nel campo progressista, infatti, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista e altre componenti civiche hanno avviato un confronto serrato che avrebbe ormai portato alla definizione di un’unica lista. L’obiettivo è chiaro: evitare dispersioni, presentarsi compatti e provare a giocare un ruolo decisivo nella composizione del nuovo Consiglio provinciale. Le trattative riguardano in queste ore la scelta dei candidati, che dovranno rappresentare in maniera equilibrata i diversi territori e sensibilità politiche della coalizione.
Sul fronte opposto, invece, domina l’incertezza. All’interno del centrodestra serpeggia un diffuso malumore nei confronti dell’operato del presidente della Provincia, Corrado L’Andolina. Una parte consistente dell’area moderata e liberale non avrebbe intenzione di "legittimare" la sua posizione dopo le note vicende che hanno portato alle dimissioni dei consiglieri e allo scioglimento del Consiglio.
La posizione più netta sarebbe quella di Vito Pitaro, consigliere regionale e figura di riferimento di “Noi Moderati”, pronto a chiamarsi fuori dalla competizione. Una scelta che sembrerebbe condivisa anche da Forza Italia, altro attore decisivo in termini di peso elettorale. Senza questi due pilastri, appare difficile per il centrodestra costruire uno schieramento competitivo, sia sul piano numerico sia su quello politico.
Il rischio, dunque, è quello di una partita giocata a metà: mentre il centrosinistra prepara la sua coalizione più unita degli ultimi anni, il centrodestra potrebbe decidere di non partecipare alle elezioni provinciali. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se prevarrà la linea del disimpegno o se arriverà un colpo di scena in extremis.
