Scontro Limardo-Costa sui conti, l'ex sindaco: "Se non sa chieda a suo nipote"
Botta e risposta a distanza tra il sindaco di Vibo Maria Limardo e il suo predecessore Elio Costa, in piena emergenza Coronavirus. Il capo dell'amministrazione, alla guida di una giunta di centrodestra, non ha esitato a scaricare sul passato la situazione "agghiacciante" trovata al comune di Vibo in termini di "bilanci e disorganizzazione".
"Quando ci siamo insediati – ha detto Maria Limardo in Consiglio comunale – ci è stato consegnato un certo bilancio ed una certa cassa. Ho firmato atti che mi hanno fatto impietrire. Sono rimasta io stessa agghiacciata. Sia chiaro che quello che ho trovato in questa amministrazione in materia di conti e disorganizzazione è stato veramente drammatico".
E a proposito del conguaglio tariffario da 1,1 milioni di euro che ha minato la già fragile situazione contabile dell’Ente, il capo dell’amministrazione ha sottolineato: “Non è intenzione di questa amministrazione procedere ad alcun tentativo di far sì che il debito perda i crismi e venga trasferito alle amministrazioni future. Non intendiamo fare - ha sbottato polemicamente Maria Limardo - quello che hanno fatto altri". E ha infierito: "Il debito Tari del 2018, che era di 900mila euro, andava rateizzato in tre anni. Invece, è stato spostato per intero al 2020". Un modus operandi "comune e tipico di tutte le amministrazioni che ci hanno preceduto che non sarà replicato da noi".
Immediata la replica di Elio Costa secondo cui l'atteggiamento della Limardo sarebbe da "bell’addormentata e non credibile”, avendo essa "un parente prossimo Francesco Pascale, già presidente del Consiglio con D’Agostino e assessore al Commercio nella mia giunta; l’assessore al Bilancio attuale Maria Teresa Nardo che ha fatto da consulente gratuito alla passata amministrazione ed ha espresso un proprio motivato e convincente parere professionale, dopo avere analizzato con attenzione la situazione finanziaria dell'Ente, consigliandoci di seguire il percorso che oggi l'attuale sindaco ritiene errato" ed infine, "come principale sostenitore politico Giuseppe Mangialavori, che oltre ad essere stato il presidente del Consiglio durante una parte dell'Amministrazione D'Agostino, ha condiviso tutte le scelte e decisioni dell'Amministrazione da me guidata e ha consigliato di chiedere parere proprio a Maria Teresa Nardo, partecipando ad alcune riunioni tenute dall'Amministrazione con la stessa".
Dunque, alla luce di questi dati, Maria Limardo, secondo l’ex sindaco, non potrebbe non sapere. Peraltro, "tra i propri attuali consiglieri Comunali di maggioranza ci sono alcuni ex assessori e consiglieri delle due precedenti Amministrazioni" se non altro per avere "come proprio coniuge uno degli storici dipendenti del Comune, che negli ultimi giorni è stato anche gratificato con un premio di produttività per il servizio rifiuti".
"L'Amministrazione da me guidata, dinanzi alle difficoltà finanziarie -ha evidenziato Costa - per stabilire la strada migliore da intraprendere, dopo essersi consultata con i soggetti politici di riferimento dei gruppi (in particolare con il senatore Giuseppe Mangialavori) ha chiesto un parere alla prof.ssa Maria Teresa Nardo, attuale assessore, la quale ha consigliato di seguire il percorso che oggi il sindaco critica aspramente".
E allora, "se la prof.ssa Nardo ha sbagliato perché il sindaco non le revoca la delega? Se non ha chiara la situazione perché non si consulta con Mangialavori, con ex assessori e consiglieri? E infine, come mai dimostra di non conoscere la situazione finanziaria che ho trovato al mio insediamento (fondo cassa pari a 4.246.629,28 euro a fronte di fondi vincolati da ricostituire pari a 26.208.301,70 euro) e finge di ignorare che al termine, l'entità dei fondi vincolati da ricostituire ammontava ad 10.411.893,45 euro per un fondo cassa di 14.099.789,61 euro?"
