Due sole assoluzioni sono state invocate nell'ambito del processo "Ramon", un'inchiesta scattata il 6 giugno scorso in esecuzione di 13 misure cautelari

di GABRIELLA PASSARIELLO

Ha chiesto due assoluzioni e pene comprese tra i dieci anni e i 4 mesi di reclusione il pm Graziella Viscomi per diciotto imputati giudicati con rito abbreviato, coinvolti nell’operazione Ramon che aveva portato carabinieri e Guardia di Finanza di Catanzaro il 6 giugno scorso all’esecuzione di un’ordinanza vergata dal gip distrettuale Pietro Scuteri di tredici misure cautelari su richiesta della Dda di Catanzaro infliggendo l’ennesimo colpo contro chi smercia e traffica sostanze stupefacenti.

Le richieste di condanna. In particolare il pubblico ministero ha chiesto 4 mesi di carcere per Bruno Anellino, (34 anni), residente a Borgia; 7 anni per Danilo Basile, (30 anni), residente a Borgia; 2 anni e sei mesi per Rocco Ciurleo, (37 anni), di Rosarno; 2 anni per Raffaele Costanzo, (24 anni) di Catanzaro; 6 anni per Mirko Danizio, (36 anni) di Catanzaro;  3 anni e 6 mesi per Alessandro Lacava, (30 anni) di Catanzaro; 7 anni per Giuseppe Lindanello, (27 anni) di Rosarno; 6 anni per Davide Lomanno, (36 anni), residente a Squillace; 2 anni per Concetta Melina, (45 anni) di Girifalco; 2 anni per Alessandro Perrone, (31 anni), di Catanzaro; 3 anni per Rosario Andrea Pittelli, (23 anni) residente a Borgia; 6 anni per Mimmo Stanganelli, (39 anni), residente a Rosarno; 6 anni per Rocco Stanganelli, (42 anni), residente a Rosarno; 10 anni per Rhama Ungaro, (31 anni), residente a Catanzaro; 3 anni per Antonio Vatrano, (26 anni), residente a Borgia; 6 anni per Michele Zofrea, (36 anni), residente a Borgia; 3 anni per Salvatore Zofrea, (37 anni), residente a Borgia e 3 anni per Mario Lo Stumbo.

Le richieste di assoluzione. Il pm ha invocato invece l’assoluzione per Andrea Mazza, 21 anni, residente a Girifalco e Antonio Mazza, 49 anni, residente a Girifalco. Si ritornerà in aula davanti al gup Pietro Carè il prossimo 12 marzo, giorno in cui avranno luogo le arringhe difensive dei legali Francesco Saverino, Nicola Cantafora, Ermenegildo Massimo Scuteri, Salvatore Staiano, Piero Chiodo, Domenico Chianese.

Le ipotesi di accusa. Fiumi di droga, cocaina, hashish e marijuana acquistata nell’area di Gioia Tauro e di Vibo Valentia per essere rivenduta al dettaglio nel capoluogo di regione e nei comuni della fascia jonica del Catanzarese. Ma anche armi, esplosivi e una bomba a mano proveniente dall’Est europeo, dalla ex Jugoslavia e ritrovata all’interno di una falegnameria di Borgia sono le ipotesi di accusa per le quali devono rispondere gli imputati.

Il dominus e il sodalizio. Secondo gli inquirenti a trattare direttamente con i fornitori sarebbe stato Rhama Ungaro, decidendo prezzo e corrieri della droga. Corrieri che inquirenti e investigatori hanno individuato in Danilo Basile e Davide Lomanno, mentre i fornitori, secondo le ipotesi di accusa, sarebbero i fratelli Rocco Domenico Stanganelli, Giuseppe Lindanello e, come canale alternativo, Rocco Ciurleo. Gli affiliati, invece, avrebbero avuto il compito di darsi appuntamento in un parcheggio di una zona commerciale di via Lucrezia della valle, a Catanzaro, per concordare la cessione dello stupefacente, utilizzando un linguaggio criptato. La cocaina veniva chiamata “bella ragazza”, “caffè”, “camion” e i componenti del sodalizio, secondo le ipotesi di accusa, avrebbero utilizzato schede telefoniche, intestate a prestanome, per tentare di fuggire ai controlli delle Forze dell’ordine.