Una vicenda di coraggio e legalità emerge a Soverato, dove la denuncia di tre giovani imprenditori ha messo fine a un lungo periodo di minacce e vessazioni subite da una famiglia di ex datori di lavoro. Le indagini, avviate dopo la prima denuncia, hanno portato il GIP a disporre la misura del braccialetto elettronico e il divieto di avvicinamento per gli aggressori.

I tre imprenditori, due dei quali fratelli, erano stati in passato dipendenti, spesso mal pagati, di una famiglia operante nel settore della ristorazione e del divertimento notturno. Il motivo delle minacce, come raccontato dal loro avvocato Giancarlo Pitaro, è stato il loro desiderio di mettersi in proprio. La situazione è degenerata quando i giovani hanno rilevato un lido a Soverato e hanno offerto un lavoro agli ex dipendenti della famiglia oggi indagata.

Le persecuzioni sono state continue e violente: i tre sono stati insultati sui social, seguiti sotto casa e hanno rischiato di essere investiti da un'auto. Nonostante il clima di terrore, i giovani non si sono arresi. In meno di tre mesi, le indagini dei Carabinieri hanno raccolto prove sufficienti per l'adozione di misure cautelari. La loro storia è ora considerata un esempio di "nuova imprenditoria che denuncia", un modello positivo in contrapposizione a una mentalità passata che spesso cedeva alle minacce.