È durissima la presa di posizione dell’avvocato Alessandro Caruso Frezza, legale del WWF – sezione di Vibo Valentia – e presidente facente funzione della sezione locale di Italia Nostra, in merito all’abbattimento degli alberi di piazza Salvemini, avvenuto oggi a colpi di ruspa.

«Un fatto gravissimo» – dichiara l’avvocato – che non si limita alla discussione sull’opportunità o meno dell’intervento, ma chiama in causa direttamente la legittimità dell’operato dell’Ufficio tecnico comunale e della politica locale, che – secondo Caruso Frezza – avrebbero agito in violazione di un’ordinanza del TAR Calabria emessa il 19 marzo scorso.

Il provvedimento del Tribunale Amministrativo Regionale, infatti, aveva stabilito che il Comune dovesse effettuare un’analisi tecnico-strumentale sulla stabilità degli alberi, giudicando insufficiente la sola perizia visiva eseguita dal dott. Luca Rotiroti, privo – secondo la nota – di esperienza e competenza nelle indagini strumentali. Fino all’udienza fissata per il 2 luglio prossimo, nessun albero avrebbe dovuto essere abbattuto, salvo situazioni di pericolo imminente e documentate.

Secondo l’avvocato, il WWF aveva depositato il 19 maggio una documentazione a sostegno dell’illegittimità dell’ordinanza di abbattimento. A ciò si aggiunge, scrive Caruso Frezza, la documentazione presentata dal Comune appena ieri, che confermerebbe come l’abbattimento non fosse previsto nel progetto originario di riqualificazione della piazza, né risultano effettuate le indagini tecnico-strumentali richieste.

«Il tempismo perfetto – afferma il legale – lascia ragionevolmente ipotizzare che l’Ufficio tecnico e il Sindaco abbiano voluto mettere il TAR di fronte al fatto compiuto, temendo di perdere in sede giudiziale». Un’azione definita “inconsulta”, compiuta nel tentativo – secondo l’accusa – di aggirare il pronunciamento del Tribunale.

Caruso Frezza chiama in causa anche la Procura della Repubblica, affinché apra un’indagine per verificare eventuali violazioni del provvedimento giudiziario e responsabilità per danno ambientale. «Non è accettabile – conclude – che nella città di Vibo Valentia si continui a ignorare non solo il rispetto per i cittadini, ma anche per il TAR e per la stessa Procura della Repubblica».