I legali Paride Scinica e Francesco Calabrese, difensori di Luigi Mancuso, boss dell'omonimo clan di Limbadi, hanno chiesto la trasmissione degli atti alla Dda di Catanzaro per falsa testimonianza, in relazione alle rivelazioni del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, registrate nell'ambito dei processi di  "Rinascita Scott" e "Petrolmafie".  Mantella avrebbe dichiarato che alla fine degli anni ’90, nel carcere di Siano a Catanzaro, Luigi Mancuso gli avrebbe chiesto di “rimpiazzare” il nipote Giuseppe Rizzo, alias “Mezzo Dente”, figlio di Romana Mancuso e sorella del vertice della famiglia di Limbadi. Rizzo sarebbe stato presente nel momento in cui Luigi Mancuso avrebbe chiesto di rimpiazzarlo e che durante questo periodo di comune detenzione avrebbe salutato tutti i giorni lo zio Luigi

Queste le dichiarazioni contestate: “Sì li ho visti parlare (…), salutava suo zio. Certamente che l’ho visto, tutti i giorni quando passava Giuseppe Rizzo salutava suo zio”.  Il 14 giugno 2021 l’avvocato Scinica del foro di Palmi chiede a Mantella di essere più preciso: “Lei ha detto anni novanta”, di indicargli l’anno esatto in cui Pino Rizzo sarebbe stato nella sua stessa cella, ricevendo come risposta: “Non mi ricordo avvocato in quale anni, vada a fare una verifica al Dap e vedrà se risulta. Se non era stato con Giuseppe Rizzo in cella e nella stessa sezione, lo potevo mai dire? Ma è roba da matti”.

L’avvocato Scinica, quindi, ha controllato. Dagli atti rilasciati dal Dap risulta che nell’unico periodo di detenzione nel carcere di Siano tra Luigi Mancuso e Andrea Mantella, Rizzo non è mai stato in quell’istituto penitenziario, riscontrando inoltre che lo stesso Luigi Mancuso e Andrea Mantella, nel periodo di detenzione comune, che va dal 29 novembre del 1997 al 10 ottobre 1998 non sono mai stati ristretti nella stessa sezione, venendo meno, per motivi logistici ogni possibilità di incontrarsi.  Zio e nipote, Mancuso e Rizzo non solo non sono mai stati detenuti insieme in quel periodo storico nel carcere di Siano così come non lo sono mai stati Rizzo e Mantella, ma non sono mai stati reclusi insieme in nessun Istituto penitenziario della Repubblica Italiana.