Massimiliano Marucci, imprenditore romano, si è tolto la vita dopo essere stato vittima di un’estorsione, convinto di dover pagare 600mila euro a membri della ‘ndrangheta.
I responsabili dell’estorsione – Samuele Melara, Francesco Primerano (originario del Vibonese) e altri – hanno finto di appartenere alla mafia calabrese per intimidirlo, minacciando ritorsioni contro i suoi familiari. L’inganno ha terrorizzato Marucci, che, temendo per la sicurezza dei suoi cari, ha firmato accordi sotto pressione e, infine, è stato sopraffatto dalla situazione. Le indagini hanno poi dimostrato che Melara e Primerano non avevano collegamenti reali con la criminalità organizzata, ma avevano recitato un ruolo che è stato decisivo nel tragico epilogo.