Respinte dal leader dell'Udc sul territorio le dimissioni del commissario cittadino Bruno Greco

E' una maggioranza quantomai “liquida” e in preda a una crisi di nervi quella di palazzo “Luigi Razza”. La coalizione civica che vinse le elezioni amministrative di un anno addietro sta mostrando tutti i propri limiti. Molti consiglieri comunali continuano a non rispondere al propria forza politica di riferimento, alla continua ricerca di un posto al sole. Di recente è scoppiato il caso “Ncd” risolto con la diffida che suona come un allontanamento dei due consiglieri comunali di “Vibo Popolare” e dell'assessore all'Ambiente Antonio Scuticchio. Prima ancora, due eletti tra le fila di “Alleanza per Vibo”, la compagine messa in piedi dall'Udc, avevano abbracciato il progetto di Vibo Unica, lasciando in mezzo al guado Nico Console, loro assessore di riferimento. Dopo aver atteso qualche settimana, il commissario cittadino Bruno Greco ha deciso di gettare lui stesso la spugna, dimettendosi dal proprio incarico e azzerando di fatto tesseramento e partito. Una scelta sulla quale il leader dell'Udc sul territorio, ovvero, l'ex presidente della Provincia Ottavio Bruni, non ha inteso soprassedere.

La dichiarazione.  “Il commissario cittadino ha lavorato bene ed io condivido in toto il suo operato – ha dichiarato Bruni questa mattina alla Gazzetta del Sud – pertanto lo invito, dopo aver sentito gli organismi provinciali e nazionali dell'Udc, a ritirare le sue dimissioni da commissario”. Dimissioni quindi respinte dal capo carismatico dello scudocrociato sul territorio che ha lanciato tuttavia un messaggio preciso al sindaco e all'amministrazione di palazzo “Luigi Razza”.

Il monito. “Continueremo a dare fiducia al primo cittadino – ha avvertito – nella misura in cui egli intenderà ancora rapportarsi con i partiti espressione delle liste che lo hanno sostenuto”. Uno squillo di tromba dal quale si evince un concetto ben preciso: gli interlocutori di Elio Costa non dovranno cambiare a prescindere dai nuovi equilibri determinatisi in Consiglio comunale. Non a caso l'ex consigliere regionale ha tenuto a puntualizzare di essere ancora in attesa della convocazione “per la verifica programmata al rientro delle ferie” e al momento caduta nel dimenticatoio. Rimandata, forse, perchè propedeutica a quel rimpasto che in questo momento vogliono tutti tranne che il capo dell'Amministrazione. Nel mirino delle forze politiche di riferimento ci sono infatti almeno tre assessori che potranno “sopravvivere” alla verifica esclusivamente se sarà il sindaco ad accaparrarseli e a garantire per loro. A quel punto, però, le due principali forze in Consiglio, vale a dire, Liberali per Vibo e Vibo Unica, potrebbero pretendere identico trattamento. E gli equilibri rischierebbero di saltare definitivamente in una coalizione...civica ormai in brandelli!