"Manifestiamo il nostro dolore per la morte della giovane signora e di suo figlio di sette anni, travolti da acqua e fango mentre siamo ancora in apprensione per la sorte del secondo figlio". Lo ha detto il coordinatore regionale della Calabria del Movimento nazionale per la Sovranità Domenico Arena, che ha sottolineato come il territorio calabrese sia ad alto rischio idrogeologico tragicamente testimoniato dai danni a persone e cose provocati da fenomeni alluvionali: nel 2000 a Soverato un'alluvione devastò il territorio e provocò 13 morti. Prima, nel 1997 le vittime di un'analoga calamità, a Crotone, erano state 6. Sul litorale di Vibo Valentia, nel 2006 il maltempo provocò 3 vittime tra cui un bambino di 15 mesi. E poi la tragedia del Raganello con 10 morti.


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"Lanciamo un appello - ha detto Arena - affinchè le sensibilità espresse dalle istituzioni in questi giorni si traducano in iniziative forti da parte del governo, ovvero, nel varo di una legge speciale per la Calabria con l'obiettivo di un piano organico di risanamento del territorio o di prevenzione delle condizioni di rischio e adozione di interventi per la sua riduzione. Auspichiamo che il governo adotti sia lo stato di calamità che riguarda i danni causati al sistema agricolo (il Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese li ha quantificati in 12 milioni di euro soltanto per la manutenzione ordinaria e straordinaria), sia lo stato di emergenza, uno strumento complesso legato al tipo ed alla gravità dell'intervento, oltre che al tipo di risposta necessario per affrontarlo. In quest'ambito il governo superi la logica che si è dimostrata quantomeno inefficace, dei provvedimenti tampone e vari una legge speciale con la nomina di un commissario ad acta che, in tempi programmati e definiti, riesca a concretizzare gli obiettivi della stessa legge. L a nostra proposta la condivideremo con gli amici della Lega, in particolare con l'on. Domenico Furguele ed il senatore Claudio Barbaro".