Ecco le 32 operazioni condotte dal Comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia, agli ordini di Daniele Scardecchia, sotto la direzione della Dda di Catanzaro 

Questa la ricostruzione delle operazioni fornita dal Comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia:

1. Il 18.09.2011, i Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” traevano in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, un pregiudicato ritenuto responsabile di riciclaggio ed estorsione aggravati dalle modalità mafiose, nell’ambito dell’operazione denominata “Decollo Ter”.

2. Il 25.11.2011, nell’ambito delle indagini sulla cosca “Soriano” di Filandari (VV), la Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia (Stazione di Vibo Valentia diretta dal luogotenente Nazzareno Lopreiato, pm Giampaolo Boninsegna) eseguiva un decreto di fermo emesso dalla D.D.A. di Catanzaro a carico di otto individui, tra capi ed esponenti di spicco della suddetta cosca mafiosa, ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, minacce e porto e detenzione abusiva di armi e munizioni (operazione “Ragno”)

3. Il 14.12.2011, la Compagnia Carabinieri di Tropea concludeva un’articolata indagine nei confronti di un sodalizio dedito al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, con capillari articolazioni all’interno di strutture ricettive del comprensorio turistico vibonese nonché alla commissione di danneggiamenti finalizzati al controllo del territorio. La fase esecutiva vedeva l’arresto, su o.c.c.c., di n. 6 individui contigui alla famiglia mafiosa “La Rosa” di Tropea, nonché il sequestro di un considerevole quantitativo di cocaina (operazione “Cerbero”, pm Giampaolo Boninsegna).

4. Nel periodo compreso tra il mese di settembre 2011 e novembre 2012, la provincia di Vibo Valentia è stata teatro di una cruenta faida di ‘ndrangheta, che ha visto contrapposte, in un complesso intreccio di dinamiche criminali, le fazioni “Patania” e “Petrolo/Bartolotta” di Stefanaconi e la “Società di Piscopio” dell’omonima frazione di Vibo Valentia. Lo scontro affonda le proprie radici negli eventi che hanno interessato negli ultimi anni non solo l’area di Stefanaconi, ma l’intero territorio provinciale, dovendo essere inquadrato nel disegno di alcuni esponenti di spicco della potente famiglia mafiosa “Mancuso” di Limbadi-Nicotera, di riappropriarsi dell’egemonia sulla provincia, messa negli ultimi anni in discussione da altre consorterie di ‘ndrangheta, tra le quali la citata “Società di Piscopio”, che hanno tratto vantaggio da un temporaneo indebolimento della citata cosca “Mancuso”. Ne è conseguito l’appoggio dei Mancuso a fazioni alleate, quali quella dei Patania che, forti di tale sostegno, hanno intrapreso scontri contro le fazioni a loro, ed ai Mancuso, avversarie1. All’esito delle indagini condotte, i Carabinieri del Comando Provinciale, in data:
a. 20.11.2012, hanno dato esecuzione ad un “decreto di fermo di indiziato di delitto” emesso dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Catanzaro nei confronti di n. 11 esponenti della cosca “Patania” di Stefanaconi, per i reati di omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione abusiva di armi, aggravati dalle modalità mafiose (operazione “Gringia”);
b. 10.12.2012, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta della citata D.D.A, dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, nei confronti dei soggetti raggiunti dal suddetto “fermo” e di altri individui, le cui responsabilità penali sono state acclarate nel prosieguo delle indagini;
c. 31.01.2013, in Stefanaconi, all’esito di prolungata attività finalizzata al rintraccio e cattura (condotta unitamente allo “Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria”), hanno tratto in arresto, in esecuzione della sopra richiamata ordinanza di custodia cautelare, un latitante sottrattosi in data 21.11.2012 al provvedimento di fermo di indiziato di delitto;
d. 03.03.2013, in Nicotera, hanno rintracciato e sottoposto a provvedimento di fermo emesso dalla D.D.A. di Catanzaro, Mancuso Pantaleone, nato a Limbadi il 27.08.1961, pluripregiudicato, sorvegliato speciale di P.S., esponente di spicco dell’omonima famiglia mafiosa e vertice dell’ala militare della stessa, gravemente indiziato dei delitti di omicidio e tentato omicidio aggravati dalle modalità mafiose. L’attività di indagine, convenzionalmente denominata “Dietro le quinte”, prosecuzione di quella denominata “Gringia”, ha consentito di documentare, anche attraverso le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, il ruolo del predetto Mancuso Pantaleone nella faida di ‘ndrangheta che ha visto contrapposte le fazioni “Patania” e “Petrolo-Bartolotta” di Stefanaconi e la “Società di Piscopio” dell’omonima frazione di Vibo Valentia, con particolare riferimento all’appoggio fornito ai “Patania”. In data 25.03.2013 veniva eseguita l’o.c.c.c. confermativa del predetto provvedimento di fermo, emessa a carico, oltre che del prefato Mancuso Pantaleone, anche di altri due individui contigui alla cosca “Patania”.

5. Il 07.03.2013 la provincia di Vibo Valentia è stata interessata da un’operazione di polizia interforze denominata “Black Money/Purgatorio”, nel quale sono confluite indagini del R.O.S. - Sezione Anticrimine di Catanzaro che ha visto l’esecuzione di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico di diversi elementi di spicco della cosca “Mancuso” e di soggetti ad essa contigui, per i reati di partecipazione ad associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, violenza privata e trasferimento fraudolento di valori, aggravati dall’essere stati commessi avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p..

6. Il 07.05.2012, la Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia traeva in arresto un latitante, elemento di spicco della citata famiglia mafiosa “Lo Bianco/Barba”, ricercato per associazione mafiosa ed altro (operazione “Cincinnato”).
Il predetto era altresì ritenuto responsabile delle minacce indirizzate al procuratore capo della Repubblica di Vibo Valentia.

7. Il 10.04.2013, all’esito di complessa attività investigativa convenzionalmente denominata “Rocca Nettuno”, avviata nell’agosto 2012 e volta a disarticolare il vertice della famiglia mafiosa dei “La Rosa” di Tropea, organicamente inquadrata nella “locale” di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia “Mancuso”, i militari della Compagnia Carabinieri di Tropea hanno tratto in arresto, in esecuzione di o.c.c.c. emessa dal G.I.P. distrettuale, quattro individui, tra i quali due elementi di vertice della predetta cosca “La Rosa”, ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in più episodi di estorsione continuata, tentata e consumata, realizzati anche mediante imposizione di assunzioni di soggetti presso un’importante struttura ricettiva di Tropea, aggravati dall’essere stati commessi avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p..

8. Il 23.05.2013, in provincia di Vibo Valentia ed altre località del territorio nazionale, il Comando provinciale carabinieri ha eseguito l’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari nei confronti di 20 individui, vertici e sodali della cosca “Tripodi” della frazione Porto Salvo di Vibo Valentia, indagati per i reati di associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, usura, estorsione, illecita detenzione di arma comune da sparo e frode nelle pubbliche forniture. Contestualmente sono state eseguite le misure patrimoniali a carico dell’organizzazione criminale. L’operazione ha concluso una complessa e prolungata attività investigativa, che ha permesso di accertare l’operatività della citata cosca “Tripodi”, non ancora riconosciuta giudizialmente, ricostruendone le attività illecite nell’arco temporale 2006 - 2012, le dinamiche interne ed esterne, nonché, con il concorso tecnico del Comando provinciale della G. di F. di Vibo Valentia, i variegati interessi economici in diverse località del territorio nazionale (operazione “Libra”).

9. Il 30.10.2013, la Compagnia carabinieri di Vibo Valentia arrestava un latitante contiguo alla famiglia mafiosa “Mancuso”, ricercato per estorsione aggravata dal metodo mafioso, per essersi sottratto alla esecuzione di decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla D.D.A. il 22 ottobre precedente.

10. Il 23.01.2014 e il 26.01.2014, i carabinieri della Compagnia di Tropea, su decreto di fermo emesso dalla D.D.A. di Catanzaro, arrestavano tre pregiudicati contigui alla citata famiglia mafiosa “Mancuso”, gravemente indiziati di estorsione aggravata dalle modalità mafiose in danno di un imprenditore del luogo, che aveva dovuto pagare 50.000 € dietro percosse a sprangate (operazione “Furio Camillo”).

11. Il 23.01.2014, i militari della Compagnia di Vibo Valentia, a conclusione attività d’indagine avviata nel novembre del 2011, all’indomani del taglio di 1000 alberi di ulivo patito da un imprenditore di San Gregorio d’Ippona, eseguono sette decreti di fermo nei confronti di altrettanti soggetti, orbitanti nella famiglia mafiosa “Bonavota”, gravemente indiziati di estorsione e danneggiamento (operazione “Thalita Kumi”).

12. Il 25.03.2014, esecuzione di decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla D.D.A. nei confronti di tre esponenti apicali della cosca “Bartolotta-Calafati” di Stefanaconi, ritenuti responsabili, quali mandanti ed organizzatori, dell’omicidio di un pregiudicato consumato in quel centro l’08.04.2008 (operazione “Amarcord”).

13. Il 27.03.2014, esecuzione di decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla D.D.A. nei confronti di n. 11 esponenti della cosca “Patania”, ritenuti responsabili di associazione mafiosa, usura, estorsione, danneggiamento, porto abusivo di armi ed altro (operazione “Romanzo Criminale”). Tale attività chiude, di fatto, le indagini sulla faida iniziata nel 2011 ed annulla l’operatività della cosca “Patania”.

14. L’01.07.2014, il Nucleo Investigativo del Comando provinciale esegue una misura di prevenzione reale a carico della famiglia mafiosa “Tripodi” della frazione Porto Salvo di Vibo Valentia mettendo i sigilli a beni per 45 milioni di euro (Operazione “Libra Money”, prosieguo dell’operazione “Libra” del maggio 2013, che aveva portato in carcere 23 sodali del clan).

15. Il 18.10.2014, i Carabinieri di Serra San Bruno arrestano un pericoloso latitante vicino alla cosca “Longo-Versace” di Polistena (RC) ed il suo fiancheggiatore per favoreggiamento.

16. Il 24.10.2014, il Nucleo Investigativo del Comando provinciale rintraccia e trae in arresto, in Romania, un pregiudicato del Reggino, latitante da sei anni, resosi irreperibile dopo ripetute violenze sessuali compiute sulla sua segretaria.

17. Il 24.11.2014, i carabinieri di Tropea, dopo sei mesi di ricerche, rintracciano ed arrestano un giovane pregiudicato, vicino al clan “Accorinti” di Zungri (VV), responsabile del tentato omicidio di un coetaneo nell’estate precedente.

18. Il 25.11.2014, il Nucleo Investigativo del Comando provinciale esegue sei fermi, emessi dalla Dda di Catanzaro a carico di altrettanti pregiudicati orbitanti nella cosca “Fiarè – Gasparro –Razionale” di San Gregorio d’Ippona (VV) e “Bellocco” di Rosarno (RC), gravemente indiziati di usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, in danno di un commerciante del capoluogo. Vengono sequestrati numerosi assegni, una pistola, riti di affiliazione alla ‘ndrangheta ed oggetti preziosi (operazione “Insomnia”).

19. Il 12.12.2014, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale esegue sei ordinanze di custodia cautelare, emesse dall’Ufficio gip del Tribunale di Catanzaro, a carico di altrettanti pregiudicati gravitanti nell’orbita delle predette cosche “Fiarè–Gasparro–Razionale” e “Bellocco”, gravemente indiziati di usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, in danno di un commerciante del capoluogo (operazione “Insomnia 2”).

20. Il 07.01.2015, i Carabinieri di San Gregorio d’Ippona danno esecuzione all’ordine per la carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, traendo in arresto Razionale Saverio, esponente di spicco della citata cosca “Fiarè – Gasparro –Razionale”.

21. Il 26.01.2015, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale eseguono un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Catanzaro per complessivi 3 milioni di euro. Oggetto del provvedimento ablatorio risulta essere il cespite patrimoniale riconducibile all’operatività criminale della cosca ‘ndranghetistica dei “Patania” di Stefanaconi (VV) (operazione “Romanzo Criminale 2”).

22. Il 05.02.2015, si addiveniva al riconoscimento – per la prima volta in sede giudiziaria – dell’operatività criminale della richiamata consorteria ‘ndranghetistica dei “Tripodi” di Vibo Valentia, grazie all’emissione in sede di giudizio abbreviato da parte del GUP del Tribunale di Catanzaro di una sentenza di condanna per associazione per delinquere di tipo mafioso ed altro a carico di 6 elementi di spicco della cennata consorteria. Nell’occorso, l’autorità giudiziaria disponeva altresì la confisca dei beni patrimoniali – per l’ammontare di complessivi 40 milioni di euro – in precedenza oggetto di sequestro preventivo da parte del Nucleo Investigativo del Comando provinciale.

23. Il 14.02.2015, il Nucleo Investigativo del Comando provinciale ha dato esecuzione a n. 2 ordinanze di custodia cautelare emesse dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, a carico di altrettanti pregiudicati gravitanti nell’orbita del clan “Lo Bianco/Barba” di Vibo Valentia (operazione “Insomnia 3”).

24. Il 29/04/2015, in Zogno (Bg), la Compagnia di Serra San Bruno, eseguiva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un individuo, responsabile delle maestranze e collaboratore ultradecennale della “Cavalleri Infrastrutture S.r.l.” con sede legale in Dalmine (Bg), aggiudicataria dei lavori della costruenda “trasversale delle serre”, tratto Vazzano – Vallelonga, ritenuto responsabile di danneggiamento seguito da incendio, tentata estorsione in concorso continuata con l’aggravante delle modalità mafiose. Secondo l’attività investigativa condotta (operazione “Velo di Maya”), l’arrestato, in concorso con altri, in fase di identificazione, avrebbe dato corso al sabotaggio delle macchine escavatrici ed all’intimidazione di uomini della sua stessa società al fine precipuo di:
a. generare in tutta la compagine imprenditoriale un forte stato di soggezione psicologica, tale da avvalorare la sussistenza di una situazione vessatoria, dal carattere estorsivo;
b. perfezionare, con il ricorso alle modalità mafiose, il proposito di un’associazione criminale, non ancora completamente delineata, finalizzato a costringere la “Cavalleri Infrastrutture S.r.l.” a consegnare a lui e ai correi somme per € 60.000, allo scopo di avvantaggiare altre imprese orbitanti nella criminalità organizzata calabrese ed affidatarie di subappalti nell’ambito della “trasversale delle serre”;
c. indurre, quindi, la casa aggiudicataria ad abbandonare la realizzazione dell’opera pubblica in parola.

25. Il 27.05.2015, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale eseguivano un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale Distrettuale di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione denominata “Romanzo Criminale 3”.

26. Il 30.07.2015, la Compagnia carabinieri di Tropea, all’esito di articolate indagini, dava esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale Distrettuale di Catanzaro, nei confronti di un esponente apicale della consorteria mafiosa “Tripodi” della frazione Porto Salvo di Vibo Valentia, nella medesima circostanza venivano arrestati in flagranza di reato due individui, per favoreggiamento.

27. Il 21.10.2015, in Fabrizia, i miliari della locale Stazione traggono in arresto il latitante Bruno Nesci, cl. 1955, capo della omonima ‘ndrina, ricercato da oltre un anno poiché sottrattosi alla condanna ad undici anni di reclusione per associazione mafiosa.

28. Il 30.12.2015, il Tribunale di Vibo Valentia - Sezione Misure di Prevenzione, emette decreto di confisca di beni per oltre quaranta milioni di euro e dispone la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nei confronti dei capi e dei sodali della cosca Tripodi di Porto Salvo. Viene così coronata l’operazione “Libra”, condotta dall’Arma nel 2013, con l’arresto di 23 persone.

29. Il 12.01.2016, i militari della compagnia di Vibo Valentia eseguono il fermo, emesso dalla DDA di Catanzaro verso Francesco Fortuna, cl. 1980, ritenuto esponente di spicco della consorteria “Bonavota” di S.Onofrio, gravemente indiziato dell’omicidio di Domenico Di Leo, ucciso a colpi di kalashnikov nel 2004, per regolare conti all’interno della “famiglia”.
Il Fortuna era ritenuto responsabile, in concorso, del taglio dei 1000 ulivi compiuto, a scopo di estorsione, in danno della cooperativa con scopi benefici “Thalita kumi”.

30. Il 9.03.2016, il Tribunale di Catanzaro condanna al massimo della pena sei esponenti della mafia vibonese e reggina, (‘ndrine “Lo Bianco” di Vibo Valentia, “Bellocco” di Rosarno -RC e “Fiarè’-Gasparro-Razionale” di San Gregorio d’Ippona) responsabili di usura ed estorsione.
Il Collegio riconosce anche la sussistenza dei danni patiti dagli imprenditori-vittime e la loro liquidazione in sede civile.
È il sigillo giudiziale dell’operazione “Insomnia” conclusa nel novembre 2014 con il fermo del sestetto, disposto dalla Dda di Catanzaro.

31. Il 20.04.2016 sono stati eseguiti, dall’Arma di Vibo Valentia, 8 fermi di esponenti di spicco della cosca “Accorinti Tripodi”, gravemente indiziati di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni ed altro.
In tale contesto, vengono scoperti gli autori delle minacce indirizzate nel 2010 al noto giornalista Pietro Comito (operazione “Costa Pulita”).

32. Il 15.06.2016, viene arrestato dai militari della Stazione di Arena e della Compagnia di Serra San Bruno il latitante Francesco Maiolo, irreperibile dal 15.09.2015, colpito da ordine di carcerazione per associazione mafiosa e reati contro il patrimonio aggravati dal metodo mafioso, esponente di spicco della cosca Emanuele.