Né con Mario Occhiuto e né con Wanda Ferro, Matteo Salvini starebbe pensando a Gratteri come candidato alla presidenza della Regione Calabria. L'indiscrezione rilanciata dal quotidiano online Affari Italiani ha fatto il giro del web ed è rimbalzata anche in Tribunale a Vibo dove, per pura coincidenza, ieri pomeriggio era presente proprio Gratteri che, a margine di un seminario sulle indagini e i processi di criminalità organizzata promosso dalla Scuola superiore della Magistratura, ha ribadito la sua volontà di continuare a svolgere il ruolo di procuratore della Repubblica di Catanzaro al servizio dei calabresi e in prima linea contro la 'ndrangheta. "Sono un felice procuratore della Repubblica e sto bene dove sono". Nessuna intenzione dunque di trasferire il suo ufficio dalla blindatissima Procura al centro di Catanzaro alla Cittadella di Germaneto, sede della Regione Calabria.

La cena. Che Salvini sia un grande estimatore di Nicola Gratteri è un fatto noto ed è anche scontato. Il ministro dell'Interno ha avuto modo di conoscerlo recentemente in una cena organizzata dall'associazione "Fino a prova contraria" di Annalisa Chirico nella quale si è discusso di giustizia e di come la giustizia possa contribuire alla crescita del paese. Salvini era l'ospite di punta, seduto al tavolo centrale proprio insieme a tre eccellenti magistrati, il procuratore di Palermo (in corsa per prendere il posto di Pignatone a Roma) Francesco Lo Voi, l'ex pm Carlo Nordio (stimatissimo dal leader leghista) e, appunto, Nicola Gratteri. L'idea di puntare su di lui per risollevare le sorti della Calabria sarebbe nata proprio in questa circostanza ma Gratteri non ha alcuna intenzione - a quanto pare - di scendere nell'agone politico. Qualche anno fa ci aveva provato un altro Matteo, ovvero Matteo Renzi che nelle trattative per la formazione del suo governo aveva inserito il magistrato di Gerace nella lista dei papabili ministri, assegnandogli la casella di Guardasigilli. La nomina a ministro della Giustizia saltò all'ultimo momento per il "niet" pronunciato dall'ex comunista Giorgio Napolitano, all'epoca presidente della Repubblica. Cose risapute e raccontante a più riprese dallo stesso Gratteri.

Gratteri e Vibo. La politica può aspettarlo e deve continuare a temerlo perché Nicola Gratteri intende incidere sul futuro della Calabria da procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. E parlando proprio ai giovani magistrati che ieri a Vibo hanno affollato l'aula al primo piano del Tribunale di Vibo Gratteri ha detto: "Li esorto ad essere forti contro gli attacchi mediatici e i centri di potere che vogliono insinuarsi allo scopo di creare confusione e farvi perdere serenità. Siate quindi forti e liberi da ogni condizionamento". Parole mirate, precise, forti pronunciate in un aula stracolma di magistrati, avvocati e forze dell'ordine con in prima fila i vertici dei Carabineri, della Guardia di Finanza e della Polizia. "A Vibo - ha aggiunto Gratteri - abbiamo mandato alcuni dei migliori investigatori italiani e su Vibo c'è la massima attenzione del mio ufficio perché i cittadini del Vibonese non devono sentirsi figli di un dio minore". Al suo fianco, tra i relatori, spicca Camillo Falvo, sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, già applicato in provincia di Vibo per alcune delle più importanti inchieste antimafia portate a termine negli ultimi anni e tra i papabili - si dice - a ricoprire nei prossimi mesi il ruolo di capo della Procura vibonese il cui ruolo è allo stato vacante in attesa delle decisioni del Csm. Lui, Nicola Gratteri, non si sbilancia ma spera che il Consiglio superiore della Magistratura sappia scegliere la figura migliore per rilanciare l'azione giudiziaria e iniziare a fare anche ordinaria pulizia. "Mi auguro - si è limitato a dire - che arrivi qui a Vibo una figura esperta che funga da guida ai giovani magistrati".

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