Morte sospetta di una donna vibonese, aperta un'inchiesta: indagati 19 medici (NOMI)
Sono 19 medici in servizio presso diversi ospedali della regione indagati per la “morte sospetta” di una donna di 78 anni, avvenuta il 28 gennaio scorso alla casa di cura “Villa Caminiti” a Reggio Calabria, dove l'anziana era arrivata nel settembre del 2017 per essere sottoposta ad un intervento chirurgico di linfoadenectomia periaortica nel corso del quale era stato asportato un tratto di parete dell'aorta addominale.La notizia è riportata nell’edizione di oggi de “Il Quotidiano del Sud”
Il calvario. A subire questo calvario la signora Teresina Di Renzo. Questa dopo l’operazione eseguita a Villa San Giovanni ritornava a casa, nel Vibonese, ma già il 13 ottobre del 2017 veniva ricoverata all’ospedale di Vibo Valentia a seguito di perdite ematiche dal condotto rettale. Trasferita nuovamente a Villa San Giovanni veniva sottoposta ad un secondo intervento. Quindi il nuovo rientro a casa. Quando si pensava che tutto si fosse risolto per il meglio, lo stato di salute della pensionata improvvisamente subiva un netto peggioramento Infatti, si riscontravano altre perdite ematiche, che consigliavano il ricovero questa volta al “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro. La diagnosi dei sanitari: ulcera duodenale e una gastrite erosiva emorragica, segni di colite emorragica, dovuti, probabilmente, alla conseguenza della pregressa radioterapia. A metà dicembre la Di Renzo veniva dimessa, ma a gennaio la nuova crisi con il ricovero al reparto di Medicina dello Jazzolino di Vibo Valentia e poi il trasferimento d’urgenza presso l'Unità operativa di chirurgia vascolare del presidio reggino, dove veniva sottoposta a trattamento medico con emotrasfusioni e monitoraggio clinico-laboratoristico.
Il decesso. Il giorno successivo la paziente veniva trasportata a “Villa Caminiti” per essere, invece, sottoposta ad un'operazione di resezione della terza porzione duodenale e bypass axillo-bifemorale su protesi “Ptf armata”. Qui, come detto, nella notte del 25 gennaio è morta. I familiari hanno presentato denuncia e la Procura di Reggio Calabria ha aperto un’inchiesta che ha portato all’iscrizione di 19 persone nel registro degli indagati.
Gli indagati. Questi i loro nomi: Luigi Anastasio, 69 anni, residente a Lamezia; Nicola Lentini, 64 anni, di Limbadi; Giuseppe Miceli, 49 anni, di Vibo Valentia; Vincenzo Ruffa, 39 anni, di Scido; Antonio Chirico, 61 anni, di Vibo; Valerio Manno, 59 anni, di Vibo; Cristina Santoro, 30 anni, di Reggio; Pietro Volpe, 62 anni, residente a Reggio; Antonino Longo, 59 anni, di Reggio; Francesco Cutrupi, 54 anni, di Reggio; Gesualda Pansera, 55 anni, residente a Catona; Gismondo Velardi (34 anni); Maria Carbone, 59 anni, di Sinopoli; Maria Comi, 39 anni, di Gallico; Giovanni Uslenghi, 63 anni, di Reggio; Stefano Barillà, 70 anni, di Lamezia terme; Paolo Cardillo, 68 anni, di Villa San Giovanni; Anna Maria Malara, 66 anni, di Reggio e Riccardo Mazzitelli, 71 anni, di Reggio.
La perizia. Nei giorni scorsi i perito del pm Paola D'Ambrosio hanno depositato gli esiti della consulenza medico-legale le cui conclusioni “scagiogano” l'operato di tutti gli indagati. Nello specifico viene rilevato come "gli interventi diagnostici e terapeutici praticati dai sanitari che ebbero in cura la signora Di Renzo, appaiono congrui e conformi rispetto a quanto prescritto dalle linee guida... Si ritiene che, a fronte di un intervento chirurgico d'urgenza, non si hanno elementi per poter ritenere che si sarebbe potuto evitare, al di là di ogni ragionevole dubbio, il decesso della paziente, vista l'estrema gravità del quadro clinico in atto, non potendosi escludere che un approccio interventistico più precoce avrebbe consentito una qualche chance di sopravvivenza, in un'ottica medico-legale non meglio rigorosamente quantizzabile".
