Gennaio è il mese dei saldi. I prezzi vengono abbattuti perché i negozianti devono disfarsi della merce "vecchia" in vista delle nuove collezioni. Ma rispetto al passato qualcosa è cambiato.

La crisi. Sarà la crisi, sarà la percentuale di disoccupazione che in Calabria ha raggiunto livelli record, saranno i nuovi metodi d'acquisto online (più comodi, convenienti e pratici) ma l'assalto alle boutique per accaparrarsi un prodotto a buon prezzo sembra ormai un lontano ricordo.


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Negozi chiusi. La spia di questa mancata corsa agli acquisti post natalizi la si può individuare facendo una passeggiata su Corso Vittorio Emanuele a Vibo Valentia: tanti bar, diverse gioiellerie, un ristorante rinomato e poi decine di locali sfitti e di cartelli che propongono la cessione dell'attività. Ogni due esercizi commerciali una vetrina vuota. A chiudere negli ultimi anni anche storiche attività, colpite dalla crisi economica ma anche da una tassazione insopportabile, malgrado ogni Governo prometta la diminuzione delle imposte. Versare allo Stato la metà di quanto si incassa effettivamente non è il massimo.

Alla fine resta un cuore commerciale della città che è ancora vivo ma che non pulsa come in passato e che è lo specchio di una società in declino, di una borghesia che si sta progressivamente impoverendo, e di una comunità, quella vibonese, eternamente alla ricerca di un riscatto che non arriva mai.