Il problema del randagismo è un fenomeno che perdura nella frazione di Vena superiore da circa 3 anni a questa parte, causando una innumerevole lista di disagi percepiti e in alcuni casi anche vissuti dai residenti del posto. Situazione che non ha mai visto alcun tipo di miglioramento nel corso del tempo e che ha visto le istituzioni totalmente indifferenti e i cittadini sempre più lasciati soli.

Un branco di cani si aggira indisturbato tra strade principali e campagne, mettendo a serio rischio l’incolumità dei passanti e di tutti coloro si trovassero a passeggiare in quel preciso istante. Qualche settimana addietro il branco ha avuto modo di attaccare ferocemente un gatto proprio nelle vicinanze delle abitazioni, scena alla quale hanno assistito molti residenti.

Situazione al quanto complicata, se si pensa che gli abitanti della contrada spesso e volentieri, si muovono prevalentemente a piedi per prendere l’autobus che porta nella città capoluogo o per fare la spesa presso il vicino centro commerciale Vibo center, impedendogli non soltanto la possibilità di muoversi per beneficiare di servizi essenziali, ma negandogli addirittura qualsiasi forma di attività ricreativa nei pressi delle proprie case. Per prevenire e ridurre il randagismo, esiste in Italia la legge 14 agosto 1991, numero 281.

Tale legge si prefissa l’obiettivo di inserire un microchip sotto cute all’animale randagio, permettendone anzitutto il ritrovamento e la susseguente restituzione al legittimo proprietario. Nel caso in cui il cane sia sprovvisto di microchip, sarà necessaria l’impiantazione al più presto possibile. Naturalmente anche i canili autorizzati devono adeguarsi alla normativa, onde evitare multe e sanzioni di vario genere, oltre al disagio provocato alla popolazione. (a.c.)

(foto di repertorio)