Terza dose vaccino Covid, Speranza: "Dopo over 80 e sanitari verrà allargata"
"La terza dose, dopo le categorie già indicate (ultraottantenni, personale Rsa, operatori sanitari) sarà allargata anche ad altri ambiti ma ci guiderà la comunità scientifica e valuteremo fin dove dovremo arrivare. Penso alla popolazione un po' più anziana, e poi decideremo se dobbiamo allargarla alle altre fasce. Abbiamo dosi a sufficienza, non ci sono problemi di approvvigionamento, abbiamo acquistato dosi sufficienti per seguire le indicazioni degli scienziati". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza parlando alla Seconda giornata del Festival delle Città.
"Sulla terza dose abbiamo fatto una scelta molto chiara di offrire ulteriore protezione alle fasce più deboli - ha continuato - da giorni in tutte le regioni è partita quest'altra fase della campagna vaccinale, ora stiamo iniziando con gli ultraottantenni, con il personale delle Rsa, poi con il personale sanitario che è stato il primo ad essere vaccinato ed è particolarmente esposto. Poi ci affideremo come sempre alle autorità scientifiche".
Sulla terza dose si è espresso anche Franco Locatelli, coordinatore del Cts: "La campagna vaccinale del nostro Paese, lo scandisco, è stata chiaramente un successo. Abbiamo più dell'80% della popolazione vaccinabile che ha ricevuto almeno una dose" ha sottolineato il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico a margine della settima edizione del 'Meet in Italy for Life Sciences' organizzata a Genova. "Non è un caso che la curva epidemica del covid in Italia sia la migliore di tutti i Paesi europei", ha aggiunto.
"Dico con estrema chiarezza che per quello che riguarda i soggetti sani e giovani è tutto fuorché scontato che si debba andare verso una terza dose", ha detto Locatelli. "Il covid-19 è diventata la quarta causa di morte nel nostro Paese", ha poi sottolineato Locatelli. "Negli Stati Uniti la mortalità da covid-19 rappresenta addirittura la terza causa di morte nel 2020 - ha continuato - ma oltre a questo carico di dolore c'è la chiara evidenza che la pandemia ha portato a un'alterazione o addirittura a un'interruzione dei servizi nelle prestazioni sanitarie offerte, il 94% dei Paesi che hanno risposto all'Oms ha riportato un'alterazione dei servizi sanitari offerti".
